jump to navigation

“Tu che te ne intendi…” - Parte prima 5 Settembre 2006 - 1:05

Postato da Moh in : Informatica, La Vita , trackback

Chiunque possieda conoscenze informatiche anche solo leggermente sopra la norma, si sarà accorto come improvvisamente si ritrovi circondato da “amici” bisognosi di aiuto in materia.

Ultimamente molti colleghi di lavoro e conoscenti stanno comprando un nuovo computer o decidono di mettere su l’ADSL, ecco che subito si rivolgono all’esperto, il vostro affezionatissimo, in cerca di buoni consigli, consulenze e assistenza tecnica a costo zero.

Questa situazione sta veramente cominciando a stancarmi. Non mi da fastidio se a chiedere aiuto sono componenti della famiglia o veri amici, ma dover aiutare cani e porci è davvero troppo.

Ora, che i benpensanti non tirino fuori la storia che possedendo io discrete conoscenze informatiche, sono tenuto ad aiutare i bisognosi che dell’argomento sono analfabeti. Dove sta scritto??? Ed intendiamoci, il più delle volte si tratta di persone talmente mediocri che non possono ricambiare il mio favore con altro tipo di conoscenza in altri campi dato che non ne possiedono!!! Si, d’accordo questo è pretendere troppo…

Mi sembra doveroso analizzare alcuni degli esemplari più interessanti (userò il plurale maiestatis perché è giusto così ;-) ):

Il primo soggetto è per lo più timoroso, non chiede esplicitamente il nostro intervento per risolvergli il problema, si accontenta di una spiegazione a voce. Ha la caratteristica di agire all’improvviso esponendo tutte le sue problematiche di configurazione del suo PC e/o del suo modem ADSL. Dopo aver fatto uno sforzo immane per interpretare la valanga d’informazioni che ci ha travolto (molte delle quali del tutto superflue), riorganizziamo le idee e cerchiamo di fornire una risposta che sia la più semplice possibile, peccato che dopo aver perso tempo nello spiegare minuziosamente tutti i passaggi da compiere per risolvere il problema, il soggetto realizza che la cosa è troppo difficile per lui ma siccome è timido si tiene il problema e non prosegue oltre (ma noi intanto il tempo lo abbiamo perso comunque).

Un altro soggetto che si sta diffondendo sempre di più è l’attendista, questo soggetto espone senza remore tutti i suoi problemi informatici e ci chiede qualche soluzione per risolverli, ovviamente lo accontentiamo (non ci costa niente, soprattutto a lui) ma il soggetto non se ne va, sembra insoddisfatto e gira attorno all’argomento chiedendo ulteriori consigli. Questo suo atteggiamento continua a lungo fintanto che lui, allo stremo delle forze, perde la pazienza e ci fa capire che il lavoro glielo dobbiamo fare noi. Punto e basta. E’ una goduria far perdere tempo a questi soggetti lasciandoli sulle spine e senza mai offrirsi di fare il lavoro per primi.

Continua…

Altri post consigliati:

Commenti»

ancora nessun commento - vuoi essere il primo?


I commenti supportano i Gravatar. Il linguaggio scurrile verrà moderato automaticamente.