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Cambiamo l’università 9 Settembre 2006 - 19:30

Postato da Moh in : La Vita , trackback

L’altra sera mi sono ritrovato nel mezzo di una conversazione nella quale si parlava di università. Dal discorso era emerso quanto siano numerose le persone che finiscono fuori corso perché non riescono a superare un esame specifico.

In situazione come quella la frustrazione che ti assale è talmente tanta che se fosse possibile saresti disposto a pagare pur di superare quel maledetto esame. Anzi, non metto in dubbio che in alcune facoltà sia anche possibile corrompere con ogni mezzo alcuni professori e soprattutto farla franca.

Come provocazione e tanto per parlare, mi sono permesso di elaborare la nuova riforma universitaria che vado, qui di seguito, ad esporvi.

  1. Lo studente avrà la facoltà di acquistare il passaggio di un esame, al fine di non risultare fuori corso, solamente se dopo due sessioni egli non lo abbia ancora superato regolarmente.
  2. Durante tutta la durata del corso di laurea sarà possibile acquistare il passaggio di un esame per un numero massimo di volte pari ad 1/10 (arrotondato per difetto) degli esami totali previsti dal corso di laurea.
  3. Ogni volta che si fa ricorso all’acquisto di un esame, lo stesso risulterà superato con la votazione minima, inoltre
  4. Verrà applicata una sovra tassa sulla successiva rata universitaria, inotre
  5. Lo studente non avrà più modo di laurearsi con il massimo dei voti in quanto l’acquisto di uno o più esami comporta una riduzione proporzionale ed automatica della votazione finale di laurea.

Questi i principi base per rendere più accessibile la laurea agli studenti. Ovviamente la mia vuole solo essere una provocazione anche perché a ben vedere dal punto 4. della mia proposta, la stessa diventa più facilmente fruibile solo dai soggetti che possono permettersi di affrontare senza problemi un aumento delle spese universitarie. Per il resto le altre condizioni tendono volutamente a disincentivare il ricorso all’acquisto di esami ma almeno ne introduce la possibilità.

Chissà che reazioni scatenerebbe l’approvazione di una proposta simile, può darsi che all’inizio faccia scandalo un laureato che esce dall’università dopo aver acquistato legalmente alcuni esami, ma tutto sommato allo stato attuale delle cose se ne vedono di peggio.

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Commenti»

1. Gravatar Biavo - 11 Settembre 2006 - 14:26

Non sono molto daccordo sull’eventuale possibilità di acquistare esami che non si riesce a passare;
primo, perchè in questo modo ci sarebbe una netta distinzione tra chi può “permettersi” una laurea e chi no.
secondo, e a maggior ragione, perchè il livello culturale italiano è già bassino, e ci sono vari paesi (emergenti e non) che ci fanno il c**o, figuriamoci se poi veniamo le lauree!!!

Ciao
Biavo

2. Gravatar Moh - 11 Settembre 2006 - 18:00

La mia infatti voleva essere solo una provocazione.
In fondo l’università sta diventando quasi un naturale ed obbligatorio proseguimento di studi per i neo diplomati.
Anche chi preferirebbe entrare nel mondo del lavoro ha enormi difficoltà nel farlo perché per assurdo mansioni che potrebbero essere svolte da scimmie ammaestrate, richiedono un titolo di laurea ed almeno 5 anni di esperienza (in pratica prima dei 30 non lavori).
Ben venga un’università in grado di sfornare cervelli di prim’ordine, ma che il mondo del lavoro non pretenda di assumere laureati anche per semplici mansioni d’ufficio!!!
C’è qualcosa di sbagliato nel mondo della scuola e del lavoro oggi giorno… ci vorrebbero radicali rinnovamenti.


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