Revolution OS II 1 Novembre 2006 - 13:45
Postato da Moh in : Informatica, Software, Intrattenimento, Film , trackbackLa scorsa settimana nel post dedicato alla sesta edizione del Linux Day, avevo segnalato alcune letture interessanti sull’argomento Linux ed open source.
Tra le varie segnalazioni era presente anche il documentario Revolution OS dove si narra la storia degli hacker che ribellandosi al modello di software chiuso e commerciale proposto da Microsoft danno vita al movimento open source ed all’esplosione di successo del sistema operativo GNU/Linux.
Nel documentario creato da J.T.S. Moore sono raccolte interessanti interviste a vari esponenti del software libero ed open source come Linus Torvalds (il padre di Linux), Richard Stallman (fondatore della Free Software Foundation), Bruce Perens, Eric Raymond ed altri.
Il DVD con libro di Revolution OS è pubblicato da Apogeo ad un prezzo di listino di 29,00 Euro.
In questo post voglio segnalarvi un nuovo documentario che può considerarsi a pieno titolo il seguito di Revolution OS, sempre edito da Apogeo ad un prezzo indicativo di 29,00 Euro, sto parlando di Revolution OS II.
Utilizzando la collaudata formula DVD più libro, Revolution OS II propone un documentario realizzato dal giornalista Arturo Di Corinto che presenta una prima parte nella quale, attraverso l’intervista a Richard Stallman, vengono ripercorse le tappe della ”rivoluzione” del software libero e dell’open source spiegando le differenze presenti tra i due termini ed introducendo inoltre l’innovativa licenza GPL.
Nella seconda parte del documentario vengono mostrati esempi, esperienze e progetti di applicazione del software libero nella pubblica amministrazione in Brasile, Argentina ed Europa.
Nel libro vengono raccolti una serie di saggi d’approfondimento sul tema.
Il documentario risulta molto ben fatto, piacevole da guardare ed efficace nell’intento di far comprendere come attraverso la filosofia del free software si possano trarre vantaggi che vanno ben oltre un fattore puramente economico.
Il software libero non è solo una moda da nerd, no global e no logo poiché non viene messo in discussione il diritto d’autore che tanto si vuole salvaguardare nel software proprietario.
Si tratta soprattutto di una reale alternativa in grado di produrre un aumento di lavoro nel campo del supporto, sviluppo ed assistenza al software, riducendo drasticamente (se non eliminando del tutto) i costi per l’acquisto di licenze software commerciali. Trasformando così l’attuale spesa licenza/supporto in una spesa del tipo supporto/sviluppo che per sua natura favorisce la crescita di lavoro nelle realtà locali che adottano il free software. Il software libero è in grado di coniugare vantaggi etici ed economici che non trovano paragoni con il software proprietario.
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