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Siamo soli nell’universo? 19 Novembre 2006 - 15:56

Postato da Moh in : La Vita , trackback

Siamo soli nell’universo? Secondo me, no. Non credo proprio, sarebbe piuttosto presuntuoso pensare che non esistano altre forme di vita in questo sterminato universo.

La domanda che mi pongo piuttosto è, quale livello di intelligenza possiedono queste forme di vita? E’ troppo facile pensare agli omini verdi e a tutti gli stereotipi di creature aliene che la letteratura ed il cinema della fantascienza ci propongono. Tanto meno mi faccio illusioni attraverso presunte autopsie di alieni, avvistamenti di UFO, rapimenti e ritrovamenti di astronavi (vedi l’ormai famoso ritrovamento di Roswell) di cui quasi sempre mancano prove indiscutibili.

Personalmente credo che attualmente la maggior parte delle forme di vita dell’universo possiedano un’intelligenza non superiore alla nostra. Infatti se consideriamo che noi abbiamo cominciato a mettere la testa fuori dal nostro pianeta da appena una cinquantina d’anni non capisco come altre forme di vita extra terrestri, se di intelligenza superiore, non possano già essere in grado di viaggiare in lungo e in largo attraverso le galassie e quindi di arrivare anche sul nostro pianeta. Ma come già detto non disponiamo ancora di prove innegabili di queste “visite“.

E’ anche possibile che molte forme di vita extra terrestri siano ad uno stadio evolutivo molto primitivo, addirittura paragonabile a quello che fu per la terra il “brodo primordiale“.

Non sono nemmeno da escludere quelle teorie secondo cui gli incontri ravvicinati del terzo tipo di cui si sente parlare, in realtà non siano conseguenza di viaggi effettuati da creature aliene ma piuttosto viaggi nel tempo ad opera delle generazioni future dell’uomo molto più evolute dell’attuale. A che scopo vengano effettuati questi viaggi indietro nel tempo non ci è dato saperlo. Turismo? Lezioni di storia? Oppure allo scopo di salvare il nostro pianeta Terra da noi stessi?

L’uomo è sempre stato affascinato dall’ignoto e dalla possibilità di mettersi in contatto con altre creature dell’universo. Da ricordare come durante il programma spaziale Voyager, nelle sonde Voyager 1 e Voyager 2 venne inserito un disco d’oro con incisioni di musiche, suoni e saluti delle popolazioni del nostro pianeta. Mentre nel programma spaziale Pioneer ci si era limitati ad una placca d’oro con un disegno di un uomo ed una donna, ed informazioni sull’origine e sui creatori delle sonde Pioneer 10 e Pioneer 11, dove essa era applicata. Il tutto con la speranza che questi messaggi vengano recuperati da qualche civiltà extra terrestre molto evoluta in grado di interpretarli. I più scettici pensano che l’unica civiltà che sarà in grado di recuperarli sarà la nostra tra qualche centinaio d’anni, ed in quel caso il loro destino sarà di finire in un museo spaziale.

Sempre a proposito di messaggi, come non citare il progetto del SETI, che attraverso una serie di radio telescopi si pone in ascolto alla ricerca di segnali radio di origine extra terrestre provenienti dalle stelle limitrofe. Per ora senza molto successo.

Tra scienza e fantascienza ancora non sappiamo di per certo se siamo soli nell’universo, forse prove inconfutabili esistono ma non vengono diffuse per non creare il panico tra la popolazione mondiale, perché se una singola persona può accettare l’esistenza di altre vite intelligenti, la massa è più soggetta a farsi influenzare negativamente, farsi prendere dal panico e diventare molto pericolosa.

Prima che avvenga un contatto è meglio che l’uomo acquisisca maturità e maggiore apertura mentale mettendo da parte il suo egocentrismo.

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