Disco o non disco? 9 Gennaio 2007 - 21:23
Postato da Moh in : Informatica, Hardware , trackbackNon voglio parlare di discoteche, ma piuttosto del futuro dei dischi rigidi, dei dischi a stato solido e degli ibridi.
Non penso ci sia bisogno di spiegare cos’è un hard disk, ha rappresentato il passato e rappresenta il presente del mondo dei personal computer. Non è detto che rappresenterà il futuro dei PC, già con l’introduzione di Windows Vista avremo una diffusione di dischi fissi ibridi ovvero con parte della memoria di massa realizzata con dischi e testine come negli attuali hard disk ed in parte realizzata con memorie a stato solido, costituite di memoria flash simili a quella contenuta nelle ormai comuni “chiavette” USB o nelle memory card utilizzate da fotocamere digitali e telefoni cellulari.
Lo scopo degli hard disk ibridi è quello di velocizzare l’avvio del sistema operativo sfruttando la maggiore velocità della memoria flash, di tipo NAND utilizzandola come cache per i dati e delegando il vero lavoro di storage ai dischi.
Attualmente questa sembra la soluzione migliore per diversi motivi; primo fra tutti il prezzo al Gbyte delle memorie flash ancora troppo elevato se confrontato con quello degli hard disk classici. Inoltre i vantaggi innegabili dell’adozione di memorie flash sono la maggiore velocità di accesso ai dati rispetto ai dischi rigidi (da ricordare che le memorie flash non hanno parti meccaniche in movimento), una elevata velocità di lettura, minor consumo di corrente elettrica, rumorosità nulla ed una maggiore affidabilità, dovuta appunto all’assenza di parti meccaniche.
Attualmente la grossa incognita delle memorie flash è la durata, infatti le celle di memoria hanno un numero di cicli di scrittura limitato e sebbene le cose stiano migliorando rapidamente, con gli attuali sistemi operativi questi cicli potrebbero risultare insufficienti se confrontati con il tempo medio fra i guasti (MTBF) degli hard disk.
La soluzione ibrida potrebbe rivelarsi l’uovo di Colombo per l’immediato futuro ma io non mi accontento e non vedo l’ora che i dischi come li conosciamo ora vadano in pensione e lascino il posto a soluzioni composte unicamente da memoria flash non volatile.
Già ora Samsung ha realizzato un hard disk a stato solido da 32 Gbyte, dimensione che paragonata al disco fisso da 1000 Gbyte annunciato da Hitachi e Seagate fa certamente sorridere ma come inizio promette bene. Con il tempo il costo a Gbyte diminuirà ed anche la velocità di scrittura e la vita media aumenteranno.
Come era immaginabile ad oggi queste tecnologie vengono utilizzate principalmente su notebook, ultra portatili e UMPC. Il motivo è semplice si tratta di dispositivi alimentati a batteria ed il basso consumo energetico degli hard disk a stato solido va a beneficio dell’autonomia di durata. I vantaggi che questa tecnologia offre sono numerosi ed importanti, tali da garantirne una rapida diffusione anche in ambito desktop.
Purtroppo dovremo attendere ancora molto tempo per vedere in commercio dischi a stato solido a prezzi “umani” non tanto perché manchi la tecnologia per produrli su larga scala, ma piuttosto perché le aziende coinvolte sono le stesse produttrici degli hard disk classici. Non possono certo permettersi di passare da una tecnologia all’altra così d’improvviso, devono prima smaltire tutte le scorte ed ecco che i dischi rigidi ibridi si rivelano un lucroso sistema per unire presente e futuro ed in parte, per rallentare lo sviluppo tecnologico.
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