Digitale terrestre, questo sconosciuto… 14 Gennaio 2007 - 23:32
Postato da Moh in : La Vita, Intrattenimento, Televisione , trackbackIl digitale terrestre (anche conosciuto come DTT o DVB-T) non è certo una novità in Italia, le trasmissioni in digitale sono partite l’1 gennaio 2004.
Dopo un lancio ben pubblicizzato con la promessa di un modo nuovo di vedere la televisione, nuova interattività e poter usufruire dei servizi della pubblica amministrazione standosene comodamente a casa, ma ancora non realizzati, il digitale terrestre non ha ancora avuto il suo boom e forse non lo avrà mai.
Problemi di copertura del segnale, costi dei decoder ancora elevati (o meglio mantenuti elevati anche grazie ai contributi statali), poco interesse del pubblico verso le trasmissioni in generale non hanno giovato alla diffusione del DTT in Italia ed il passaggio da analogico a digitale, con la cessazione di tutte le trasmissioni analogiche prevista per il 31 dicembre 2006 è stata rinviata a data da destinarsi.
Credo che per la maggior parte della gente il digitale terrestre venga visto come uno strumento per vedere film ed eventi sportivi a pagamento (pay per view) alternativo al monopolio satellitare di Sky in Italia. Purtroppo anche se riduttivo è proprio questo ciò che meglio identifica il DTT nel “Bel Paese“.
In questi giorni ho avuto modo di provare anch’io l’esperienza del digitale terrestre (gratuito, no “pay per view”), dico subito che ne sono rimasto piuttosto deluso.
Al contrario del segnale analogico molto soggetto a disturbi e sovrapposizioni di frequenze, il segnale digitale, con le dovute semplificazioni, si vede o non si vede pertanto quando il decoder aggancia un segnale di qualità sufficiente il canale si vedrà sempre al meglio. Ovviamente per poter ricevere i canali digitali è necessario che l’impianto di ricezione sia adeguato cosa che quasi mai accade se l’antenna è stata installata da parecchi anni e non è correttamente orientata.
Sulla carta il DVB-T consente la trasmissione video anche in alta definizione con risoluzione fino a 1080 linee. Purtroppo questo non avviene ancora, anzi i flussi video MPEG-2 (la stessa codifica dei DVD) vengono trasmessi con un’elevata compressione per risparmiare banda e quindi la qualità dell’immagine ne risente notevolmente rivelando artefatti ed un tipico effetto “cubettoso” nelle scene più movimentate. Ma in generale la qualità delle immagini è molto migliore rispetto a quello che siamo abituati a vedere con l’analogico grazie ad una maggiore nitidezza ed una brillantezza superiore dei colori.
L’audio potrebbe essere multicanale e multilingua caratteristica che al momento viene sfruttata solo da alcune trasmissioni “pay per view”.
Il numero di canali trasmesso in digitale potrebbe essere molto superiore a quello offerto dalla tecnologia analogica grazie alla tecnica del multiplex che consente di trasmettere più canali sulla stessa frequenza. Al momento il numero di canali trasmessi in digitale è inferiore a quelli che si possono ricevere in analogico, non sono molte infatti le emittenti che rinunciano alla trasmissione analogica per dedicarsi esclusivamente alla trasmissione digitale; è vero che sul digitale si possono trasmettere più canali sulla stessa frequenza ma se una trasmissione analogica occupa già quella frequenza si deve prima provvedere a liberarla costringendo l’emittente che ha quella frequenza in concessione a rinunciare ad una bella base di pubblico “analogico” per una platea “digitale” sicuramente ben più ridotta.
Anche per questo motivo l’attuale offerta di canali digitali non è molto vasta, oltre ai principali canali Rai, Mediaset, La7-MTV ed altri disponibili anche in analogico, sono ancora troppo pochi i canali gratuiti esclusivi del digitale (Qoob, Sportitalia, Boing e Sitcom Uno per citarne alcuni).
L’interattività al momento si limita ad un mero giochino per passare il tempo durante la pubblicità che non offre nulla di veramente utile.
Ad oggi l’esperienza DTT in Italia lascia molto a desiderare, penalizzata dalla mancanza di coraggio delle tante emittenti locali e nazionali che non vogliono abbandonare definitivamente l’analogico. Di questo passo il digitale non si diffonderà mai e la sua tecnologia, che anche se già superata resta di gran lunga superiore a quella delle trasmissioni in analogico, non prenderà piede e morirà ancor prima di accorgercene.
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