VMware Server senza sforzo - Parte seconda 20 Marzo 2007 - 0:12
Postato da Moh in : Informatica, Software , trackbackNella prima parte abbiamo visto come installare velocemente e senza sforzo VMware Server su di un sistema operativo CentOS virtualizzato tramite Virtual PC 2007.
Affronteremo ora un caso pratico ripetendo l’esperienza precedente su hardware fisico reale.
La macchina sulla quale andremo ad installare VMware Server è un bi-processore AMD Athlon MP 1800+, scheda madre Tyan Tiger MP (S2460) con 2 Gbyte di RAM ECC, hard disk PATA da 200 Gbyte.
Come avrete notato non è una macchina di ultima generazione ma le prestazioni effettive con VMware Server lasciano piacevolmente sorpresi.
Questa macchina sarà inserita in una rete locale collegata ad Internet tramite soluzione router e firewall con possibilità di NAT e PAT.
Cominciamo con l’installazione del sistema operativo che, come deciso nella prima parte della nostra disamina, è la distribuzione Linux CentOS 4.4.
Avviamo il server facendo eseguire il boot della macchina dal DVD di CentOS per lanciare l’installazione. In alcuni casi il bootloader della distribuzione, ISOLINUX, potrebbe bloccarsi restituendo la dicitura “Disk error“, le cause più frequenti di questo messaggio sono un errore di masterizzazione del disco oppure un problema hardware che si presenta nel caso sia attivata la modalità di trasferimento DMA del DVD-ROM. In quest’ultimo caso è sufficiente disabilitarla tramite il BIOS (solo per la durata dell’installazione, al termine della quale si potrà riattivare).
Come prima cosa l’installazione ci chiede di verificare che i dati scritti sul DVD non presentino problemi di lettura, è buona norma effettuare questo controllo. Successivamente verrà caricata l’interfaccia grafica per l’installazione di CentOS.
L’installazione guidata di CentOS è molto semplice, dopo la schermata iniziale è necessario scegliere la lingua usata per la procedura d’installazione, il layout di tastiera e poi scegliamo come tipo d’installazione “Server“.
Dopo di questo si passa al partizionamento del disco fisso. Per il nostro caso pratico possiamo procedere con il partizionamento automatico, confermando nella schermata successiva la rimozione di tutte le partizioni presenti nel sistema.
Anche per il passo successivo, l’installazione del bootloader, accettiamo i parametri predefiniti.
Giunge ora il turno della configurazione della rete, dato che si tratta di un server posto all’interno di una rete locale, consiglio vivamente di disabilitare il DHCP e configurare manualmente un indirizzo IP di una classe privata. Nella schermata successiva disabilitiamo il firewall e l’opzione di sicurezza SELinux. Nel nostro caso, la rete locale è già protetta a monte da un altro firewall.
Installiamo nel sistema le lingue italiano ed inglese (USA). Impostiamo il fuso orario. Scegliamo la password per l’utente root.
Siamo giunti alla selezione dei pacchetti da installare nel sistema, ricordo che il nostro scopo è di avere un VMware Server installato rapidamente e senza sforzo. Per questo motivo ai pacchetti proposti di default aggiungeremo solo i pacchetti base degli “Strumenti di sviluppo” e rimuoveremo i pacchetti “Server web” ed il “Supporto per la stampa“. Con queste scelte, l’installazione totale dovrebbe aggirarsi attorno a 1.110 Mbyte.
A questo punto non resta che attendere la copia dei file sul sistema. L’installazione di CentOS è terminata, rimuoviamo il DVD, riavviamo e facciamo il login come root.
La documentazione più dettagliata sul processo d’installazione di CentOS la potete trovare qui.
Inseriamo nuovamente il DVD di CentOS e come root eseguiamo questi comandi:
mkdir /mnt/cdrom
mount /dev/cdrom /mnt/cdrom
cd /mnt/cdrom/CentOS/RPMS
rpm -Ihv compat-db-4.1.25-9.i386.rpm
cd /root
umount /mnt/cdrom
Questa serie di comandi ci permette di installare la libreria libdb.so.3 necessaria per il corretto funzionamento di VMware Management Interface.
Prima di installare VMware Server potrebbe essere una buona idea fare un aggiornamento di tutti i pacchetti installati nel sistema per avere l’ultima versione disponibile. Per fare questo è sufficiente lanciare il comando: yum update.
L’installazione con questa combinazione software non presenterà problemi di funzionamento.
Posizioniamoci nella directory che contiene i file d’installazione di VMware Server, di seguito è riportata la sequenza dei comandi da eseguire come root per l’installazione di VMware Server e VMware Management Console:
rpm -Uhv VMware-server-1.0.2-39867.i386.rpm
vmware-config.pl
cp VMware-mui-1.0.2-39867.tar.gz /tmp
cd /tmp
tar zxf VMware-mui-1.0.2-39867.tar.gz
cd vmware-mui-distrib
./vmware-install.pl
vmware-config-mui.pl (Viene eseguito all’interno di vmware-install.pl)
Per una descrizione più dettagliata dei processi d’installazione e configurazione fare riferimento al post precedente.
Terminate le configurazioni di VMware Server e VMware Management Interface, abbiamo concluso le operazioni da effettuare sulla nuova macchina.
Spostiamoci su un PC dotato di Windows (nel nostro caso reale un Windows XP Professional), su questa macchina installiamo VMware Server Console come spiegato nel post precedente.
Per testare il buon funzionamento e le prestazioni del nostro VMware Server creiamo almeno tre macchine virtuali e proviamo ad utilizzarle in contemporanea.
Per fare una prova sono stati installati: Windows 3.1 (la cui utilità nel 2007 è fuori discussione
), Windows XP Professional e Ubuntu Linux.
Con i parametri predefiniti per ogni macchina virtuale vengono riservati, rispettivamente, 16 Mbyte, 256 Mbyte e 512 Mbyte di RAM. Sommati ai circa 70 Mbyte utilizzati dal sistema operativo CentOS come da noi configurato, fanno un totale di 854 Mbyte di occupazione (di picco) su 2 Gbyte di memoria installata.
Nel caso in esame, con la presenza di due CPU è possibile distribuire in modo efficiente il carico di lavoro delle singole macchine virtuali. Quando il sistema operativo guest lo consente, è possibile scegliere il numero di processori da virtualizzare.
Per ottimizzare le prestazioni delle macchine virtuali è vivamente consigliato installare, quando supportati, i VMware Tools (menu VM -> Install VMware Tools all’interno della VMware Server Console). Si tratta di una serie di driver ed utility per l’ottimizzazione di vari aspetti dei sistemi guest; ad esempio driver video, driver di rete, sincronizzazione del clock ed altro.
Sempre al fine di ottenere le massime prestazioni possibili è consigliabile effettuare regolarmente la deframmentazione dei file sul disco rigido del sistema host ed anche sui sistemi guest prima di effettuare uno snapshot.
Nella terza parte daremo uno sguardo più da vicino a VMware Management Interface e VMware Server Console, vedremo anche altri suggerimenti di utilizzo e analizzeremo le possibilità di installazione offerte da altre distribuzioni Linux.
Altri post consigliati:
- VMware Server senza sforzo - Parte prima
- VMware Server senza sforzo - Parte terza
- Operazione Server - Software
- Soluzione per un server “tuttofare”
- Portage non solo per Gentoo

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