Zonbu OS alla prova con VMware 17 Agosto 2007 - 19:22
Postato da Moh in : Informatica, Hardware, Software, Internet , trackbackZonbu è una compagnia privata californiana di recente costituzione che ha introdotto una soluzione costituita da un computer, chiamato Zonbu Box, a basso impatto ambientale e dotato di sistema operativo open source ed una serie di servizi on-line che si occupano dell’aggiornamento automatico del sistema operativo e dell’archiviazione dei file personali a scopo di backup o per renderli disponibili anche fuori sede.
L’obbiettivo di Zonbu è quello di offrire tutto il necessario per la produttività personale, il web e l’intrattenimento a tutti gli utenti che cercano qualcosa di semplice senza inutili complicazioni e con particolare attenzione al rispetto per l’ambiente.
La visione ecologista di questa startup è sicuramente la caratteristica principale che salta all’occhio, il computer che offrono è dotato di hardware che rispetta le più recenti normative sull’uso di determinate sostanze pericolose (ad esempio la direttiva RoHS), è totalmente silenzioso e vanta bassi consumi elettrici (appena 15 Watt a pieno carico).
Il case dalle ridotte dimensioni e dall’aspetto intrigante ospita una piattaforma hardware non certo potentissima ma più che adatta a soddisfare le necessità di calcolo richieste dalle applicazioni di utilizzo comune che rappresentano il target di questa macchina.
Le caratteristiche tecniche sono:
- Processore Via C7 “Esther” ULV 1.2GHz
- 512 MB di memoria RAM
- Scheda di rete Ethernet 10/100 Mbps
- Porte PS/2 per tastiera e mouse, porta monitor VGA e 6 porte USB 2.0
- 4GB CompactFlash (CF) per lo storage locale
- L’hardware grafico supporta una risoluzione massima di 2048 x 1536 a 16 milioni di colori con accelerazione MPEG2 hardware per la riproduzione dei DVD.
Da notare la presenza di una Compact Flash da 4 GByte al posto di un disco rigido standard. Questa scelta permette un’assoluta silenziosità e grande robustezza del sistema perché non contiene parti meccaniche in movimento che possono produrre rumore o danneggiarsi in caso di cadute accidentali. Lo spazio di 4 GByte risulta sufficiente per il sistema operativo e le applicazioni (che occupano poco più di un Gigabyte) e consente di avere abbastanza spazio a disposizione per i file salvati in locale.
Bisogna ricordare che la caratteristica di Zonbu è quella di conservare i file su di uno storage on-line, pertanto i file personali vengono copiati in modo trasparente dal sistema operativo al servizio di storage remoto Amazon S3 offerto nei diversi piani sottoscrivibili sul sito di Zonbu.
Il sistema operativo in dotazione è lo Zonbu OS. Si tratta di una versione derivata dalla nota distribuzione Linux Gentoo, semplificata ed ottimizzata per l’hardware dello Zonbu Box. Va detto che il sistema operativo è ancora in fase Beta e la versione attualmente disponibile è la build 5.789 del 01/08/2007.
Trattandosi di software open source, il sito Zonbu mette a disposizione una “Community Edition” del proprio sistema operativo che si può liberamente installare e modificare.
Per curiosità ho provato ad installare Zonbu OS su di una macchina virtuale creata con VMware Server, di seguito trovate tutte le istruzioni per ripetere questa esperienza.
Per prima cosa è necessario creare una macchina virtuale per un sistema operativo host Linux con Kernel 2.6.x, dotata di un singolo disco IDE da almeno 4 GByte. Altre impostazioni della macchina virtuale sono 512 MByte di RAM e una sola CPU.
L’installazione di Zonbu OS Community Edition è piuttosto particolare e potrebbe sembrare a prima vista un po’ ostica. Cominciamo subito col dire che non esiste un CD d’installazione o un LiveCD di Zonbu, l’installazione viene fatta on-line tramite script da eseguirsi all’interno di un qualsiasi sistema operativo Linux con software standard tipo bash, wget, fdisk, mount, ecc.
Nel nostro esempio e come suggerito dal sito di Zonbu, faremo il boot della nostra macchina virtuale utilizzando il LiveCD 2007.0 di Gentoo che potete scaricare qui.
Al boot del LiveCD digitiamo “gentoo nox“, in questo modo non verrà avviata l’interfaccia grafica di Gentoo ma otterremo una shell di root.
Scarichiamo lo script per l’installazione di Zonbu OS con questo comando:
wget http://oss.zonbu.com/install.sh
Rendiamo eseguibile lo script appena scaricato con il comando:
chmod 777 ./install.sh
Nota per i puristi: vi prego di non storcere il naso se ho usato 777 con il comando chmod, non credo che in questa fase dell’installazione ci possano essere rischi per la sicurezza!!!
Eseguiamo lo script di installazione specificando come opzione il disco sul quale verrà installato Zonbu OS che nel nostro caso è hda:
./install.sh -o /dev/hda
Ora possiamo prenderci una pausa perché la procedura di installazione è del tutto automatica. Prevede la creazione delle partizioni necessarie sul disco virtuale e la loro inizializzazione. Successivamente viene scaricata dal sito l’immagine del sistema operativo Zonbu che verrà poi copiata sul disco, si tratta di almeno 750 MB di dati da scaricare.
L’installazione con VMware non richiede la ricompilazione del kernel poiché è già ottimizzato per l’utilizzo in quest’ambiente. Se volete installare Zonbu OS su un computer “reale“, ricordatevi che l’installazione eliminerà tutti i dati presenti sul disco di destinazione e che al termine, prima di riavviare il sistema, potrebbe essere necessario ricompilare il kernel per adattarlo all’hardware della propria macchina e modificare di conseguenza anche il file boot/grub/grub.conf presente nella prima partizione.
Torniamo alla nostra installazione su VMware Server. Al termine dell’esecuzione dello script il nostro Zonbu OS sarà installato e pronto all’uso. Spegniamo la nostra macchina virtuale con il comando:
shutdown -h now
Prima di avviare nuovamente la macchina virtuale rimuoviamo il LiveCD di Gentoo. Avviamo la macchina virtuale e se tutto è andato come doveva, ci troveremo di fronte la schermata di login di Zonbu.
Come ho detto più volte il servizio di Zonbu oltre all’hardware si basa su di una offerta di storage on-line, all’avvio di Zonbu viene infatti richiesto il login al servizio Amazon S3, dato che non è nostra intenzione sottoscrivere un abbonamento ad uno dei piani offerti ma vogliamo semplicemente provare Zonbu OS, procediamo in questa maniera:
Premiamo Ctrl - Alt - F2. Apparirà una shell con la richiesta di login, inseriamo come nome utente pcor e come password pcor.
Eseguiamo i seguenti comandi:
sudo /usr/bin/PCoR/cachefs/free_edition.sh
exit
Torniamo alla schermata di login premendo Alt - F3 e terminiamo il server X premendo Ctrl - Alt - Backspace.
Ora la richiesta di login non ci infastidirà più e potremo provare tutte le funzionalità offerte dal Zonbu OS.
Come potrete notare l’offerta di applicazioni è più che sufficiente per un uso generico del computer, possiamo fare affidamento su:
- Applicazioni per Internet come il web browser Firefox, il programma di posta e calendario Evolution, il software di messaggistica istantanea Pidgin (ex Gaim), Skype per il VoIP e software per il P2P come Azureus e aMule.
- Per la produttività personale abbiamo la suite OpenOffice, Adobe Reader e GnuCash per gestire le finanze personali.
- Applicazioni multimediali come il lettore multimediale MPlayer, la libreria musicale Banshee, F-Spot per organizzare le fotografie, Sound Recorder e Recording Level Monitor per registrazioni audio.
- Per la creatività personale abbiamo GimpShop per il fotoritocco, Scribus per il desktop publishing e l’editor di pagine web Nvu.
- Software per la masterizzazione di CD/DVD (tramite eventuali unità esterne collegate via USB).
- Completano l’offerta una trentina di giochi divisi in diverse categorie.
Come potrete notare con l’utilizzo, Zonbu OS è di fatto un sistema operativo mono utente a prova di inesperto. Infatti non è possibile creare danni irreversibili al sistema poiché l’utente root è disabilitato. Anche nel caso si dovesse compromettere il sistema operativo, è sempre possibile operare un ripristino automatico alle impostazioni di fabbrica.
Poiché la versione che stiamo provando è chiamata Community Edition, può essere molto importante poter eseguire alcuni comandi come root. Per acquisire privilegi di root è necessario seguire la procedura di seguito riportata.
Avviare la macchina virtuale dove è stato installato Zonbu OS. Premere Esc durante il boot (al caricamento di GRUB per intenderci). Premere p ed inserire la password pcor per sbloccare GRUB.
Sottolineare la prima voce [Zonbu] e premere e. Selezionare la seconda linea [kernel /boot/pcor_vmlinuz …] e premere nuovamente e. Aggiungere alla fine della riga visualizzata la dicitura “ debug” (senza virgolette e con uno spazio prima della parola debug).
Premere Invio e successivamente b per fare il boot.
Premere Alt - F1 per ottenere una shell, inviare il comando exit per ottenere un’altra shell. Inserire i seguenti comandi:
cd /rootfs/
mv etc/sudoers etc/sudoers.ini
mv etc/sudoers.all etc/sudoers
exit
Zonbu si avvierà e sarà ora possibile eseguire un comando come root precedendolo con la parola sudo. Per ottenere una shell di root eseguire il comando: sudo -s.
Ora che possediamo i privilegi di root per rendere più interessante la cosa possiamo scaricare ed installare gli strumenti per gli sviluppatori con questi comandi:
sudo -s
cd /
wget http://build.zonbu.com/build/latest/developer.tbz2
tar xjpf developer.tbz2
Così facendo sarà possibile installare nuove applicazioni potendo contare sul sistema Portage offerto da Gentoo. Per maggiori informazioni su Portage ed il comando emerge fare riferimento a questa guida.
Lasciate ora che esprima qualche considerazione personale su Zonbu. L’idea di base è parecchio interessante, non mi dispiace poter disporre di un computer semplice da usare, sufficientemente potente per un utilizzo tipico ed ecologicamente “pulito“.
La Zonbu Box è acquistabile da sola a 249 dollari oppure a 99 dollari insieme ad un piano di storage con durata minima di due anni. Tutto sommato anche il prezzo dello storage non è male, si parte da 12,95 dollari al mese per 25 GByte e si arriva a 19,95 dollari per 100 GByte. L’idea dello storage on-line per conservare i file non sarebbe malvagia se non fosse che in Italia la copertura a banda larga non è ancora totale e sarebbe impensabile trasferire gigabyte di dati con un modem a 56K!
Il sistema operativo Zonbu OS è ancora giovane ed un po’ acerbo ma promette bene, la velocità di esecuzione delle applicazioni è buona, l’interfaccia utente è famigliare ed offre simpatici effetti di trasparenza al passo con i tempi (vedi l’interfaccia Aero di Windows Vista).
Purtroppo per il mercato italiano Zonbu non è assolutamente pronto, oltre alle limitazioni tecnologiche per lo sfruttamento dello storage on-line, si aggiunge il sistema operativo che è completamente in inglese e questo taglia fuori la maggior parte dei potenziali utilizzatori del nostro bel paese.
E’ ancora troppo presto per dire se la strategia commerciale di Zonbu avrà successo almeno negli Stati Uniti d’America, ma è indubitabile che la Zonbu Box rappresenti una macchina con un forte appeal sui tanti entusiasti dell’informatica che già desiderano metterci sopra le mani per plasmarla ai propri voleri.
Altri post consigliati:
- VMware Server senza sforzo - Parte seconda
- Clonazioni per il Pinguino
- VMware Server senza sforzo - Parte prima
- Attiviamo il RAID software su Windows XP
- VMware Server senza sforzo - Parte terza


Commenti»
[…] ReteInformatica.net: Zonbu OS alla prova con VMware; 17 Agosto, 2007 (solo in Italiano | Italian only) […]