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	<title>ReteInformatica.Net</title>
	<link>http://www.reteinformatica.net</link>
	<description>Un blog fra tanti...</description>
	<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 17:46:38 +0000</pubDate>
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		<title>Oggi ci siamo, domani chissà&#8230;</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2008/10/30/oggi-ci-siamo-domani-chissa/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 17:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>Internet</category>

		<category>La Vita</category>

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		<description><![CDATA[Vi è mai capitato di trovare un sito particolarmente interessante? Un forum ricco di discussioni stimolanti? Un blog pieno di idee nuove?
Di pagine così ne abbiamo certamente incontrate a centinaia durante le nostre navigazioni sul web. Spesso si tratta di quei siti che siamo abituati a controllare più volte al giorno, oppure si tratta semplicemente del risultato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi è mai capitato di trovare un sito particolarmente interessante? Un forum ricco di discussioni stimolanti? Un blog pieno di idee nuove?</p>
<p>Di pagine così ne abbiamo certamente incontrate a centinaia durante le nostre navigazioni sul web. Spesso si tratta di quei siti che siamo abituati a controllare più volte al giorno, oppure si tratta semplicemente del risultato di quella ricerca di informazioni che ci è stato utile ma poi dimenticato.</p>
<p>In fondo sono sempre lì a disposizione. Basta qualche termine adatto in un motore di ricerca oppure basta richiamare l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uniform_Resource_Locator" target="_blank">URL</a> della pagina provvidenzialmente salvata tra i preferiti del browser ed eccola lì&#8230; invece no!</p>
<p><strong>Errore 404! Pagina non trovata!</strong></p>
<p>Dite la verità, vi è già capitato. Il sito che conteneva quelle pagine, quelle informazioni così interessanti, di grande aiuto, praticamente indispensabili è sparito nel nulla. Non esiste più.</p>
<p>La vita delle informazioni su Internet purtroppo non è eterna. Ogni giorno migliaia di siti spariscono nel nulla. Rimossi per i motivi più disparati. Le loro informazioni, il più delle volte, sono perse per sempre.</p>
<p>Ogni sito, grande o piccolo che sia, ha una sua dignità. Un blog raccoglie per lo più esperienze e pensieri personali di chi lo ha aperto, magari questi scritti potrebbero non interessare a nessuno ma hanno diritto ad esistere su Internet.</p>
<p>Anche un forum pieno zeppo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)" target="_blank">troll</a> deve poter vivere nel tempo, diventare lentamente memoria storica della rete.</p>
<p>Spesso si trovano tutorial, guide, how to, articoli tecnici e di approfondimento molto interessanti anche su siti non <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mainstream" target="_blank">mainstream</a>.</p>
<p>Qualsiasi attività svolta su Internet, che ci piaccia o no, richiede sacrificio economico e di tempo. Questo è tanto più vero per chi non si limita a vivere la vita sul web in modo passivo ma ne vuole diventare parte attiva pubblicando contenuti.</p>
<p>Molti siti spariscono per motivi puramente economici (ad es. costi di hosting elevati). Altri vengono lasciati morire dal proprio creatore che vi si disaffeziona, forse per motivi di tempo o perché non riceve stimoli a proseguire dai visitatori del suo sito. Sono tutte motivazioni valide, non è giusto pretendere che un singolo faccia fronte in eterno ad un impegno che non può o non vuole più mantenere.</p>
<p>Chi crea contenuti può fare molto affinché questi possano propagarsi in rete in modo da garantirne un futuro. Pubblicare i propri contenuti con licenze libere o licenze <a href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank"><strong>Creative Commons</strong></a> garantisce la possibilità di vedere ripubblicato il proprio lavoro su altri siti mantenendone i diritti d&#8217;autore o rilasciandolo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyleft" target="_blank">copyleft</a>, o come pubblico dominio.</p>
<p><strong>ReteInformatica.Net</strong>, fin dalla sua nascita, pubblica i suoi contenuti con una licenza <strong>Creative Commons</strong> (<a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/" target="_blank">Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo</a>). Grazie ad essa chiunque può distribuire, pubblicare, riprodurre e modificare questi contenuti semplicemente citandone la paternità, non usandoli per fini commerciali e non modificandone la licenza stessa.</p>
<p>Grazie a queste licenze la vita di tutti i contenuti del web può allungarsi a dismisura. Senza adottare queste licenze i contenuti sono destinati a morire presto o tardi.</p>
<p>Due settimane fa <strong>ReteInformatica.Net</strong> è rimasto irraggiungibile per quasi 24 ore a causa di un guasto hardware (brillantemente risolto dal nostro team di tecnici qualificati <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ). Il sito sarebbe potuto anche sparire del tutto.</p>
<p>Un consiglio, se avete visto qualche contenuto interessante su questo sito non esitate a ripubblicarlo dove volete, sempre rispettando la licenza <strong>Creative Commons</strong>, perché oggi ci siamo ma domani chi lo sa? <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />
</p>
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		<item>
		<title>&#8220;I Pirati di Silicon Valley&#8221; in DVD</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2008/07/27/i-pirati-di-silicon-valley-in-dvd/</link>
		<comments>http://www.reteinformatica.net/2008/07/27/i-pirati-di-silicon-valley-in-dvd/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 15:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>La Vita</category>

		<category>Intrattenimento</category>

		<category>Film</category>

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		<description><![CDATA[Per chi è appassionato di informatica il film &#8220;I Pirati di Silicon Valley&#8221; (titolo originale &#8220;Pirates of Silicon Valley&#8220;) non ha bisogno di presentazioni.
E&#8217; la storia romanzata e più o meno fedele degli inizi di due grandi dell&#8217;informatica mondiale: Steve Jobs e Bill Gates. Nel film vengono narrati gli eventi che porteranno alla fondazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi è appassionato di informatica il film &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_pirati_di_Silicon_Valley" target="_blank"><strong>I Pirati di Silicon Valley</strong></a>&#8221; (titolo originale &#8220;<strong>Pirates of Silicon Valley</strong>&#8220;) non ha bisogno di presentazioni.</p>
<p>E&#8217; la storia romanzata e più o meno fedele degli inizi di due grandi dell&#8217;informatica mondiale: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Jobs" target="_blank"><strong>Steve Jobs</strong></a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Gates" target="_blank"><strong>Bill Gates</strong></a>. Nel film vengono narrati gli eventi che porteranno alla fondazione e al successo delle loro aziende <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apple" target="_blank"><strong>Apple</strong></a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft" target="_blank"><strong>Microsoft</strong></a> e di come questi due personaggi, tanto diversi fra di loro, vedranno incrociarsi le loro vite per più di una volta. Entrambi sono in qualche modo artefici dell&#8217;esplosione dell&#8217;era Personal Computer e meritori di aver portato i benefici effetti dell&#8217;evoluzione informatica alla portata delle masse.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="Pirates of Silicon Valley - DVD in lingua inglese" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/07/pirates_of_silicon_valley.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image129" alt="Pirates of Silicon Valley - DVD in lingua inglese" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/07/pirates_of_silicon_valley.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Questo lungometraggio nato nel 1999 come film TV trasmesso dall&#8217;emittente televisiva americana <a href="http://alt.tnt.tv/movies/tntoriginals/pirates/frame_index.htm" target="_blank"><strong>TNT</strong></a>, ha fatto molto discutere nell&#8217;ambiente degli appassionati del genere storico/informatico. In effetti capita talvolta che durante il film i reali eventi accaduti vengano fin troppo romanzati e si discostino da ciò che successe storicamente. Tale scelta è in fin dei conti comprensibile e necessaria per un prodotto che deve risultare fruibile anche ad un pubblico di non addetti. Il film rimane sempre godibile e, cosa non da poco, non è solamente un prodotto di pura fantasia ma è una delle poche pellicole che tratta eventi realmente accaduti nella giovane storia informatica.</p>
<p>La vera nota negativa del film &#8220;<strong>I Pirati di Silicon Valley</strong>&#8221; è la scelta da parte di <a href="http://www.warnerbros.it/" target="_blank"><strong>Warner Bros. Italia</strong></a> di non distribuirlo in formato <strong>DVD</strong>. Bisogna dire che nei paesi di lingua inglese ed in quelli di lingua spagnola, il DVD è disponibile da diversi anni, sempre distribuito da Warner ma da noi, non si sa bene perché, non è mai uscito in questo formato.</p>
<p>Si narra che venne distribuito in <strong>VHS</strong> ma ormai risulta del tutto introvabile. Di tanto in tanto fa qualche fugace apparizione in televisione, soprattutto nelle pay TV come la defunta <strong>Tele+</strong>, ogni tanto su <strong>Sky</strong> ed è stato persino avvistato su <strong>Italia 1</strong> a notte fonda.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="I Pirati di Silicon Valley - VHS in italiano" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/07/i_pirati_di_silicon_valley_-_vhs.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image130" alt="I Pirati di Silicon Valley - VHS in italiano" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/07/i_pirati_di_silicon_valley_-_vhs.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Insomma che esista una versione in italiano è fuor di dubbio, perché non venga distribuita su DVD rimane un mistero. Forse ritengono che non abbia mercato? Si sbagliano. Questo film è molto vitale nei circuiti di <strong>P2P</strong> e molti appassionati pur di averlo hanno dovuto ricorrere alla <strong>pirateria</strong>. In fondo, in questo caso, è solo colpa della Warner Italia.</p>
<p>Carissima <strong>Warner Home Video</strong>, parliamoci chiaro, ormai le <strong>VHS</strong> sono morte, i <strong>DVD</strong> sono all&#8217;apice della loro diffusione ed ora anche i <strong>Blu-Ray Disc</strong> si stanno affacciando seriamente sul mercato. Perché non approfittare di questo momento per recitare un <em>mea culpa</em> e pubblicare finalmente anche in Italia il DVD del film &#8220;<strong>I Pirati di Silicon Valley</strong>&#8220;?</p>
<p>Probabilmente non si avvicinerà neanche lontanamente al numero di copie vendute dai vostri più grandi blockbuster però in un mercato dove trovano il loro spazio anche <strong>titoli di nicchia</strong>, ritengo che questo film possa ritagliarsi dignitosamente un suo spazio. Vi preghiamo di fare cosa gradita agli appassionati italiani del genere storico/informatico rilasciando quello che nel bene e nel male per noi rappresenta un <strong>film cult</strong>.</p>
<p>Se stai leggendo questo articolo è probabile che tu lo abbia trovato inserendo le parole &#8220;<em>I Pirati di Silicon Valley</em>&#8221; su qualche motore di ricerca. Dato che sei interessato a questo film ti invito a sollecitarne la distribuzione in DVD o chiedere spiegazioni sulla mancata pubblicazione direttamente alla <strong>Warner Home Video</strong>.</p>
<p>Personalmente ho provato più volte a chiedere informazioni riguardo ad un&#8217;eventuale pubblicazione in DVD del titolo a <a href="http://www.warnerhomevideo.it/" target="_blank"><strong>Warner Home Video Italia</strong></a>. Le risposte, quando le ho ricevute, sono state molto vaghe e generiche del tipo: &#8220;<em>al momento non sappiamo se e quando il titolo uscirà in Italia</em>&#8220;.</p>
<p>E&#8217; possibile contattare <strong>Warner Home Video Italia</strong> tramite il <a href="http://www.warnerhomevideo.it/contattaci.php" target="_blank">modulo</a> sul loro sito (ma di recente l&#8217;hanno modificato ed ora credo rispondano solo a chi effettua la registrazione), oppure dato che non si trova un indirizzo e-mail di contatto neanche a pagarlo oro, potete scrivere una letterina tradizionale o andarli a trovare di persona a questo indirizzo: <strong>Warner Home Video Italia, divisione di Warner Bros. Entertainment Italia S.p.A., Via Ugo Foscolo 1, 20121 Milano</strong>.</p>
<p>Facciamoci sentire! Non pretendiamo troppo, chiediamo solo il DVD italiano de &#8220;<strong>I Pirati di Silicon Valley</strong>&#8220;!
</p>
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		<title>Un libro al giorno&#8230;</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2008/05/14/un-libro-al-giorno/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 23:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>Intrattenimento</category>

		<category>Letture</category>

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		<description><![CDATA[Solitamente non è mia abitudine scrivere recensioni dei libri che leggo, ma per questa volta voglio fare un&#8217;eccezione.
Il libro di cui parlerò si intitola &#8220;Alla ricerca della stupidità (20 anni di disastri hi-tech)&#8221; ed è scritto da Merrill R. Chapman (edito in Italia da Mondadori).
Per capire a grandi linee di cosa si tratta, riporto quanto scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solitamente non è mia abitudine scrivere recensioni dei libri che leggo, ma per questa volta voglio fare un&#8217;eccezione.</p>
<p>Il libro di cui parlerò si intitola &#8220;<a href="http://education.mondadori.it/Libri/SchedaLibro.asp?IdLibro=88-04-53195-9" target="_blank"><strong>Alla ricerca della stupidità (20 anni di disastri hi-tech)</strong></a>&#8221; ed è scritto da <strong>Merrill R. Chapman</strong> (edito in Italia da <strong>Mondadori</strong>).</p>
<p>Per capire a grandi linee di cosa si tratta, riporto quanto scritto in quarta di copertina:</p>
<blockquote><p>Incisivo, spiritoso, ricco di informazioni dettagliate e allo stesso tempo molto divertente, questo libro svela più di vent&#8217;anni di disastri del marketing nell&#8217;alta tecnologia. L&#8217;autore ritiene che le aziende altamente tecnologiche si disgreghino periodicamente perché sono incapaci di imparare dalle lezioni del passato e conseguentemente commettono ripetutamente gli stessi evitabili errori. Tra queste pagine troverete tutte le stupidaggini commesse fino a oggi per consentirci di andare oltre e scatenare catastrofi del tutto nuove e originali in futuro. Piangerete (o, se preferite, riderete) leggendo le prove di alcuni dei peggiori supporti e programmi di marketing mai ideati. Un libro indispensabile per chiunque desideri capire quali errori condannino le aziende al fallimento, sapere come evitare di commettere ancora gli errori del passato e non voglia assolutamente che la propria azienda figuri in un eventuale seguito dal libro.</p></blockquote>
<p>Essenzialmente il libro prende in esame i fallimenti di grosse aziende del mondo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Information_technology" target="_blank">IT</a>, avvenuti per la maggior parte dei casi in seguito ad infelici scelte del marketing aziendale.</p>
<p>In quasi tutte queste circostanze l&#8217;autore è stato testimone diretto degli eventi raccontati.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="Alla ricerca della stupidità (20 anni di disastri hi-tech)" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/05/alla_ricerca_della_stupidita.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image127" alt="Alla ricerca della stupidità (20 anni di disastri hi-tech)" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/05/alla_ricerca_della_stupidita.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Negli anni compresi tra la fine dei &#8216;70 e l&#8217;inizio del 2000 vengono ripercorsi i fatti che hanno condannato aziende allora floride e di primaria importanza nel mondo dell&#8217;information technology.</p>
<p>Scopriamo, direttamente dalla voce di un <em>insider</em>, i motivi del declino più o meno rapido di aziende come <strong>MicroPro</strong> e del suo elaboratore di testi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/WordStar" target="_blank"><strong>WordStar</strong></a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ashton-Tate" target="_blank"><strong>Ashton-Tate</strong></a> creatrice di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DBASE" target="_blank"><strong>dBase</strong></a>. Tra i tristi destini narrati non mancano i nomi noti come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ibm" target="_blank"><strong>IBM</strong></a> ed il suo fallimentare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pc_jr" target="_blank"><strong>PCJr</strong></a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Novell" target="_blank"><strong>Novell</strong></a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Borland" target="_blank"><strong>Borland</strong></a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Microsoft" target="_blank"><strong>Microsoft</strong></a>.</p>
<p>Gli argomenti trattati nel libro sono di sicuro interesse per chi si occupa di marketing ed anche per chi ha la passione per l&#8217;informatica e soprattutto per la sua ancor breve storia.</p>
<p>La lettura del libro risulta tutto sommato gradevole anche se lo stile è un po&#8217; troppo prosaico. Gli argomenti non sono mai troppo pesanti e risultano comprensibili anche per chi non ha grande dimestichezza con le materie trattate.</p>
<p>Poiché l&#8217;autore si è sempre occupato principalmente di economia e mercato, alcuni degli aspetti più tecnici riguardo al software e all&#8217;hardware di cui si parla nel libro non sono particolarmente accurati. Tuttavia questo dettaglio non pregiudica la godibilità dell&#8217;opera che ha come fine principale l&#8217;intrattenimento puro piuttosto che puntare ad una maniacale retrospettiva storica o un complesso manuale tecnico di economia.</p>
<p>La prima parte del libro dove si citano fatti avvenuti nei primi anni &#8216;80 è senza dubbio quella riuscita meglio. Le storie vengono raccontate con la giusta dose di ironia e nostalgia. La qualità del libro purtroppo precipita verticalmente negli ultimi capitoli quando comincia a fare capolino Internet e la bolla speculativa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_economy" target="_blank">new economy</a>.</p>
<p>Proprio nella parte finale, quando l&#8217;autore descrive i rapidi tracolli delle net company e gli investimenti folli di quegli anni, l&#8217;analisi viene fatta in modo piuttosto piatto e superficiale, dando per scontato che tutti coloro che avevano fatto quegli investimenti, per quanto scellerati, erano semplicemente dei poveri pazzi, senza in effetti soffermarsi sulla realtà di quel periodo.</p>
<p>Uno dei difetti principali del libro è che spesso l&#8217;autore pecca di presunzione, facendo notare più volte come si sarebbero potuti facilmente evitare gli errori commessi di volta in volta. Peccato che nonostante questo suo senso di superiorità, pur ricoprendo cariche di responsabilità nelle aziende coinvolte, non abbia fatto nulla per incidere sul loro destino se non cercarsi un nuovo posto di lavoro prima che la nave affondasse.</p>
<p>Alla fine della lettura questo libro lascerà i lettori spiazzati ed in parte delusi.</p>
<p>Chi lo aveva avvicinato invogliato dal tema del marketing ne rimarrà deluso poiché in pratica non si riesce ad imparare nessuna lezione dalle esperienze descritte in questo libro, se non quella che in alcuni casi farebbe comodo avere una macchina del tempo per correggere gli errori del passato.</p>
<p>Chi lo ha scelto per l&#8217;aspetto storico/informatico non riuscirà a saziare pienamente la propria fame di conoscenza e, se non l&#8217;ha ancora fatto, farebbe bene a passare alla lettura di libri più completi come ad esempio &#8220;<strong>Come era verde Silicon Valley</strong>&#8221; di <strong>Paul Freiberger</strong> e <strong>Swaine Michael</strong> (edito in Italia da <strong>Muzzio</strong>) libro che purtroppo è fuori catalogo ed introvabile.
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tutti possono averlo piccolo</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2008/03/18/tutti-possono-averlo-piccolo/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 23:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>Hardware</category>

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		<description><![CDATA[Quella che segue è una libera chiacchierata sulla tendenza del momento, ovvero l&#8217;arrivo sul mercato di un numero impressionante di sub notebook economici.
Non aspettatevi una sbrodolata di dati tecnici e caratteristiche dei diversi prodotti presentati ma piuttosto una serie di libere considerazioni personali sul fenomeno del momento.
Tanto per cominciare è buona cosa ricordare che nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che segue è una libera chiacchierata sulla tendenza del momento, ovvero l&#8217;arrivo sul mercato di un numero impressionante di <strong>sub notebook</strong> economici.</p>
<p>Non aspettatevi una sbrodolata di dati tecnici e caratteristiche dei diversi prodotti presentati ma piuttosto una serie di libere considerazioni personali sul fenomeno del momento.</p>
<p>Tanto per cominciare è buona cosa ricordare che nella categoria sub notebook rientrano tutti quei computer portatili di dimensioni particolarmente ridotte. Allo scopo di contenere le dimensioni questi computer sono spesso dotati di schermi inferiori a 13 pollici di diagonale ed inoltre alcuni dei componenti più voluminosi, come ad esempio le unità ottiche, vengono spesso sacrificati del tutto.</p>
<p>Fino ad oggi quella dei sub notebook ha rappresentato la nicchia più costosa del settore, il loro prezzo molto elevato li ha da sempre relegati ad oggetto di lusso per pochi ma allo stesso tempo indispensabile &#8220;<em>status symbol</em>&#8221; per l&#8217;uomo d&#8217;affari costantemente in viaggio per il mondo.</p>
<p>Le cose sono cambiate negli ultimi tempi, da prima l&#8217;idea di realizzare un portatile economico dalle ridotte dimensioni nacque con il nobile scopo umanitario di diffondere l&#8217;utilizzo del personal computer nei paesi del terzo mondo. L&#8217;iniziativa &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%24100_laptop" target="_blank"><strong>One Laptop per Child</strong></a>&#8221; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Negroponte" target="_blank">Nicholas Negroponte</a> venne poi copiata da altre multinazionali come <strong>Intel</strong> e <strong>AMD</strong>.</p>
<p>L&#8217;operazione &#8220;computer per tutti&#8221; non è ancora decollata del tutto ma altri produttori, considerato il grande interesse mediatico creatosi a livello mondiale, hanno comunque tratto ispirazione per sviluppare prodotti analoghi destinati ai mercati dei paesi più sviluppati.</p>
<p>La prima soluzione del genere che è giunta nel nostro paese è stato l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eee_pc" target="_blank"><strong>Eee PC</strong></a> di <strong>Asus</strong>. Un sub notebook al costo di Euro 299,00, un prezzo assolutamente rivoluzionario se confrontato con i più economici portatili (con schermo da 15,4&#8243;) che si possono trovare attualmente in commercio a Euro 499,00.</p>
<p align="center"> <a class="imagelink" title="Asus Eee PC" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/03/asus_eee_pc.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image125" alt="Asus Eee PC" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/03/asus_eee_pc.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>A queste condizioni <strong>Eee PC</strong> non poteva non aver successo. Infatti le vendite sono state talmente elevate da prendere di sorpresa la stessa <strong>Asus</strong> che inizialmente ha dovuto far fronte ad alcuni problemi di approvvigionamento scorte. Nel frattempo <a href="http://www.hwupgrade.it/news/portatili/asus-eee-pc-900-con-display-da-8-9-pollici-al-cebit-di-hannover_24482.html" target="_blank">nuovi modelli</a> di <strong>Eee PC</strong> sono già stati annunciati.</p>
<p>Dopo l&#8217;esperimento positivo di <strong>Asus</strong> anche altri produttori come <a href="http://www.hwupgrade.it/news/portatili/compaq-2133-il-nuovo-umpc-di-hp_24326.html" target="_blank"><strong>HP</strong></a>, <a href="http://www.hwupgrade.it/news/portatili/packard-bell-easynote-xs-con-via-c7-m_22415.html" target="_blank"><strong>Packard Bell</strong></a>, <a href="http://www.hwupgrade.it/news/portatili/portatile-everex-cloudbook-da-9-pollici_23928.html" target="_blank"><strong>Everex</strong></a>, <a href="http://www.hwupgrade.it/news/portatili/msi-wind-nuovo-avversario-per-eee-pc_24584.html" target="_blank"><strong>MSI</strong></a>, ecc. hanno deciso di buttarsi nel business dei sub notebook economici.</p>
<p>I sub notebook dalle prestazioni elevate e dal prezzo ancor più elevato continueranno ovviamente ad esistere, basta prendere ad esempio il recente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MacBook_Air" target="_blank"><strong>MacBook Air</strong></a> di <strong>Apple</strong>. Nonostante tutto, la scelta di rendere accessibile al grande pubblico l&#8217;acquisto di modelli ultra portatili è risultata strategicamente vincente.</p>
<p>Per molti il sub notebook è il compromesso perfetto tra il palmare ed il portatile di dimensioni standard. Il <strong>palmare</strong> pur rimanendo più compatto e facilmente trasportabile offre ancora numerose limitazioni soprattutto se si ha la necessità di lavorarci in modo continuato per diverse ore. Il classico <strong>portatile</strong> pur essendo un ottimo strumento di lavoro ha dimensioni e peso che alla lunga si fanno sentire e penalizzano la sua effettiva trasportabilità.</p>
<p>Avendo avuto modo di provare l&#8217;<strong>Asus Eee PC</strong> posso affermare che non è tutt&#8217;oro quel che luccica. Il prezzo di vendita, a prima vista, può sembrare particolarmente aggressivo ma è semplicemente adeguato alla qualità del prodotto.</p>
<p>La qualità dei materiali è insufficiente per creare l&#8217;effetto stupore in chi lo vede, per questo non è certo indicato a chi utilizza il portatile negli affari anche come mezzo di &#8220;<em>rappresentanza</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;ergonomia della <strong>tastiera</strong> e del <strong>touchpad</strong> sono, a mio modo di vedere, inadatte per lavorarci in modo continuato. Stesso discorso si può fare per le dimensioni del <strong>display</strong> (appena 7 pollici), veramente sacrificato.</p>
<p>Purtroppo questi difetti superano per importanza l&#8217;adozione di soluzioni tecnologiche all&#8217;avanguardia introdotte per la prima volta in un prodotto di massa, come l&#8217;adozione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disco_a_stato_solido" target="_blank"><strong>dischi allo stato solido</strong></a> (<strong>SSD</strong>) al posto dei tradizionali hard disk.</p>
<p>La scelta di usare come piattaforma software una distribuzione <strong>Linux</strong> è condivisibile per la versatilità e la facilità d&#8217;uso che effettivamente offre, per non citare le migliori prestazioni che si possono ottenere su hardware limitato.</p>
<p>Ciò che ho scritto potrebbe sembrare una stroncatura del prodotto ma non è così. Il primo <strong>Eee PC</strong> di <strong>Asus</strong> rappresenta una grande trovata che sicuramente verrà migliorata con l&#8217;uscita dei nuovi modelli o di quelli della concorrenza, ma allo stato attuale presenta alcuni difetti non trascurabile che lo relegano allo stato di un bel giocattolo per trastullarsi quando si è in movimento, ma come utilità alla lunga si limita ad un suo utilizzo in rete standosene comodamente sdraiati a letto. <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>I sub notebook economici promettono grandi cose per il futuro, ma per quello che offre ora il mercato è meglio rimandare ogni proposito di acquisto.
</p>
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		<title>Giornata del risparmio energetico</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2008/01/25/giornata-del-risparmio-energetico/</link>
		<comments>http://www.reteinformatica.net/2008/01/25/giornata-del-risparmio-energetico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 11:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>La Vita</category>

		<category>Intrattenimento</category>

		<category>Altro</category>

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		<description><![CDATA[Sull&#8217;onda d&#8217;entusiasmo per l&#8217;adozione del nuovo server a basso consumo energetico ed il crescente fiorire di offerte di prodotti d&#8217;informatica che abbracciano la filosofia del basso impatto ambientale, desidero segnalare un&#8217;iniziativa di sicuro interesse.
La trasmissione radiofonica &#8220;Caterpillar&#8221; trasmessa da Radio2, con il patrocinio del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, propone per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;onda d&#8217;entusiasmo per l&#8217;adozione del nuovo server a basso consumo energetico ed il crescente fiorire di offerte di prodotti d&#8217;informatica che abbracciano la filosofia del basso impatto ambientale, desidero segnalare un&#8217;iniziativa di sicuro interesse.</p>
<p>La trasmissione radiofonica &#8220;<a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/" target="_blank">Caterpillar</a>&#8221; trasmessa da Radio2, con il patrocinio del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, propone per il terzo anno consecutivo l&#8217;iniziativa &#8220;<a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm" target="_blank"><strong>M&#8217;illumino di meno</strong></a>&#8220;.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="M'illumino di meno" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/01/millumino_di_meno.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image122" alt="M'illumino di meno" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2008/01/millumino_di_meno.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Nella giornata di <strong>venerdì 15 febbraio 2008</strong>, vigilia dell&#8217;anniversario dell&#8217;entrata in vigore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Ky%C5%8Dto" target="_blank">protocollo di Kyoto</a>, si invita a spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili dalle ore <strong>18</strong> alle <strong>19.30</strong>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questa iniziativa è quello di sensibilizzare la popolazione ad un consumo più consapevole dell&#8217;energia elettrica. Quelli che sembrano piccoli gesti compiuti individualmente, possono contribuire in modo importante a ridurre gli sprechi energetici e di conseguenza, a diminuire il fabbisogno energetico che in Italia è diventato sempre più un problema.</p>
<p>In concomitanza dell&#8217;edizione 2007 di &#8220;<strong>M&#8217;illumino di meno</strong>&#8220;, l&#8217;assorbimento di potenza sulla rete nazionale diminuì di circa <strong>300 Megawatt</strong>, equivalenti al consumo di <strong>5 milioni di lampadine</strong>. Un piccolo risultato forse, ma l&#8217;importante è cominciare, abituarsi a contribuire costantemente al risparmio energetico ed il <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/decalogo.cfm" target="_blank">decalogo</a> proposto sul sito internet dell&#8217;iniziativa può essere un buon punto di partenza.</p>
<p>Invito tutti a partecipare attivamente alla giornata del risparmio energetico il <strong>15 febbraio 2008</strong>. Il miglior auspicio è che questa data rappresenti l&#8217;inizio di una presa di coscienza ed una maggior consapevolezza, che aiuti tutti noi a cambiare le nostre abitudini sbagliate e che possa portare veramente a risultati importanti sul piano del risparmio energetico.
</p>
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		<title>Operazione Server - Di kernel ed altre storie</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2008/01/06/operazione-server-di-kernel-ed-altre-storie/</link>
		<comments>http://www.reteinformatica.net/2008/01/06/operazione-server-di-kernel-ed-altre-storie/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 17:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>Software</category>

		<category>La Vita</category>

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		<description><![CDATA[Il kernel è il vero cuore di una distribuzione Linux, esso è sicuramente la parte più importante del sistema, la sua ottimizzazione permette di raggiungere prestazioni migliori.
Anche per questo nuovo server il kernel Linux ha avuto la sua giusta dose d&#8217;attenzioni.
Per prima cosa installo il sistema operativo sulla nuova macchina. Poiché come descritto nel primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kernel" target="_blank"><strong>kernel</strong></a> è il vero cuore di una distribuzione <strong>Linux</strong>, esso è sicuramente la parte più importante del sistema, la sua ottimizzazione permette di raggiungere prestazioni migliori.</p>
<p>Anche per questo nuovo server il <a href="http://www.kernel.org/" target="_blank"><strong>kernel Linux</strong></a> ha avuto la sua giusta dose d&#8217;attenzioni.</p>
<p>Per prima cosa installo il sistema operativo sulla nuova macchina. Poiché come descritto nel primo post dedicato all&#8217;hardware il nuovo server non è dotato di lettore CD-ROM, ne collego uno tramite adattatore USB che avevo comprato più di un anno fa su <strong>Ebay</strong> e mai usato prima. In meno di un&#8217;oretta ho già installato <a href="http://www.debian.org/" target="_blank"><strong>Debian</strong></a> in versione base minimale.</p>
<p>Tenete presente che Debian si installa di default con un kernel linux <strong>2.6.18</strong> ottimizzato per <strong>486</strong>, cosa voluta per poter fare il boot su tutte le macchine con architettura x86, anche le più vecchie (ehm, evidentemente i 386 e precedenti non vengono più considerati&#8230; <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>Aggiornare il kernel è banale, è sufficiente dare un <strong>apt-get</strong> con la versione dei binari già compilati del kernel che si vuole installare (per l&#8217;architettura x86 l&#8217;unica alternativa disponibile alla 486 è la <strong>2.6.18-5-686</strong>).</p>
<p>La cosa bella dell&#8217;operazione è che il bootloader <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GRUB" target="_blank"><strong>GRUB</strong></a> viene aggiornato automaticamente ed il nuovo e vecchio kernel sono selezionabili prima del boot. Quindi il risultato è a prova d&#8217;errore, se il kernel nuovo non va è un attimo riavviare con quello vecchio.</p>
<p>Un po&#8217; per pigrizia provo ad aggiornare direttamente con il kernel <strong>2.6.18-5-686</strong> messomi a disposizione da Debian.</p>
<p>Faccio come da manuale. Avvio con il nuovo kernel 686 e&#8230; il sistema si riavvia da solo poco dopo l&#8217;inizio dell&#8217;esecuzione del kernel&#8230; Perché???</p>
<p>Il motivo è semplice, il processore <strong>VIA C3</strong> fa sì parte della categoria dei <strong>686</strong> ma ha delle particolarità tutte sue per cui il kernel deve essere compilato appositamente per quella CPU.</p>
<p>Dubbio amletico, me ne frego e faccio andare tutto con il kernel 486 o scarico i pacchetti con i sorgenti e mi compilo il kernel ottimizzato per Via C3???</p>
<p>Ovviamente il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geek" target="_blank"><em>geek</em></a> che vive in me ha optato per lo scaricamento dei sorgenti e la compilazione del kernel personalizzata.</p>
<p>Bisogna dire che anche per questa operazione Debian fornisce strumenti con i fiocchi che permettono di compilare il kernel e trasformarlo in un pacchetto .deb che può essere installato e rimosso con la stessa facilità e sicurezza degli altri pacchetti del sistema.</p>
<p>Per esperienza diretta, su macchine poco potenti, vi consiglio di compilare il kernel per supportare solo l&#8217;hardware effettivamente presente ed attivare solo il supporto delle funzioni che ritenete indispensabili per l&#8217;uso che farete di quella macchina. I benefici più evidenti sono un tempo di caricamento più basso ed una minore occupazione di memoria.</p>
<p>Anche i tempi di compilazione del kernel su macchine datate sono da valutare attentamente. Ad esempio compilare un kernel uguale a quello di default di Debian con in più la sola ottimizzazione per un processore <strong>Via C3 Samuel 2</strong>, che gira a <strong>400 MHz</strong> e con <strong>512 MB</strong> di <strong>RAM</strong>, richiede oltre <strong>8 ore</strong> di tempo!!!</p>
<p>Con una scelta oculata delle funzioni da attivare, dopo essermi documentato sul loro significato, ed abilitando solo l&#8217;hardware installato ho ottenuto in <strong>meno di 2 ore</strong> un kernel compilato, funzionante e specifico per il mio server.</p>
<p>Una decisione delicata da prendere durante la configurazione del kernel è scegliere se compilare alcuni componenti, ad esempio i driver per l&#8217;hardware, come moduli esterni o staticamente.</p>
<p>A mio modo di vedere, la vera differenza tra compilare come <strong>modulo</strong> oppure <strong>staticamente</strong> è questa: come <strong>modulo</strong> si può all&#8217;occorrenza caricare e scaricare un componente dalla memoria del kernel dinamicamente, inoltre se va in crash un modulo non si porta dietro l&#8217;intero kernel. <strong>Staticamente</strong> invece viene tutto caricato nel kernel che, se possibile, diventa ancor più <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kernel#Kernel_monolitici" target="_blank">monolitico</a> di quanto già non sia. Compilare i componenti di un kernel staticamente porta a delle prestazioni leggermente migliori a discapito della stabilità del sistema, infatti se va in crash un componente compilato staticamente, si rischia il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kernel_panic" target="_blank">kernel panic</a>.</p>
<p>Dopo aver risolto la questione kernel ed aver installato, configurato e messo in opera il nuovo server comincio ad assaporare il gusto di un lavoro ben fatto, anche se amatoriale.</p>
<p>Proprio perché la cosa è amatoriale e l&#8217;ho fatta per il piacere di farla e non per lavoro, in un primo momento non sono stato tanto a pensare a sistemi di <strong>backup</strong> o <strong>system rescue</strong> in caso di guasti hardware, ho pensato che come l&#8217;ho fatto una volta in caso di necessità lo rifarò ancora, sempre se non mi passa la voglia&#8230; <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Fortunatamente ho dato retta ad un amico che mi ha consigliato di fare comunque un backup del sistema così da non dover rifare tutto da zero!!!</p>
<p>Nel mio caso ho risolto con l&#8217;ottimo <a href="http://clonezilla.sourceforge.net/" target="_blank"><strong>Clonezilla</strong></a>, software open source con licenza GPL che consente di clonare partizioni o interi dischi.</p>
<p>In passato ho già parlato di programmi di clonazione per Linux ma non avevo citato <strong>Clonezilla</strong>, questo programma prende il meglio dei software <strong>Partimage</strong>, <strong>ntfsclone</strong> e <strong>dd</strong> ma è l&#8217;unico che supporta il gestore logico di volumi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gestore_logico_dei_volumi" target="_blank"><strong>LVM</strong></a>.</p>
<p>Si possono clonare hard disk interi su file o su un altro disco di uguale capacità o superiore. Clonare e ripristinare singole partizioni: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ext2" target="_blank">ext2</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ext3" target="_blank">ext3</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reiserfs" target="_blank">reiserfs</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Xfs" target="_blank">xfs</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Journaled_File_System" target="_blank">jfs</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File_Allocation_Table" target="_blank">fat</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NTFS" target="_blank">ntfs</a>.</p>
<p>Le operazioni di clonazione e ripristino possono essere eseguite da una stessa macchina o da PC collegati in rete, quest&#8217;ultima caratteristica lo rende molto interessante per l&#8217;utilizzo a livello aziendale.</p>
<p><strong>Clonezilla</strong> per l&#8217;utilizzo immediato su PC singolo è disponibile come <a href="http://clonezilla.sourceforge.net/clonezilla-live/" target="_blank">Live CD</a> (basato su Debian).</p>
<p>Prima di utilizzarlo per clonare il disco fisso del nuovo server ho fatto diverse prove con <strong>Clonezilla</strong>. Ho clonato interi dischi LVM e singole partizioni in modalità <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RAW_%28formato_file%29" target="_blank">RAW</a> (settore per settore), oppure su file compressi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bzip2" target="_blank">bzip2</a>. Ho clonato e ripristinato su dischi collegati tramite USB o direttamente ai controller ATA. Tutte le prove hanno dato esito positivo con tempi d&#8217;esecuzione di tutto rispetto.</p>
<p>Questo software non ha nulla da invidiare a prodotti commerciali come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ghost_%28software%29" target="_blank"><strong>Symantec Ghost Corporate Edition</strong></a> ed entra a far parte di quegli strumenti indispensabili che ogni buon amministratore di sistema deve possedere.
</p>
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		<title>Operazione Server - Software</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2007/12/18/operazione-server-software/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 23:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>Software</category>

		<category>Internet</category>

		<category>La Vita</category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver individuato l&#8217;hardware che farà da base per il nuovo server, è il momento di valutare la miglior soluzione per il sistema operativo ed il software da installare.
Grazie all&#8217;ampia offerta, alla possibilità di sfruttare al meglio anche l&#8217;hardware meno recente e non ultima la convenienza economica, la nostra scelta cade obbligatoriamente su soluzioni software open source, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver individuato l&#8217;hardware che farà da base per il nuovo server, è il momento di valutare la miglior soluzione per il sistema operativo ed il software da installare.</p>
<p>Grazie all&#8217;ampia offerta, alla possibilità di sfruttare al meglio anche l&#8217;hardware meno recente e non ultima la convenienza economica, la nostra scelta cade obbligatoriamente su soluzioni software open source, scartando a priori soluzioni commerciali closed.</p>
<p>Il sistema operativo del nuovo server sarà quindi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GNU/Linux" target="_blank"><strong>GNU/Linux</strong></a> anche per mantenere un legame con il precedente server che utilizzava una distribuzione minimale di Linux, la ormai defunta <a href="http://coredistro.sourceforge.net/" target="_blank"><strong>Core Linux</strong></a>.</p>
<p>Ho ristretto il campo di scelta delle distribuzioni Linux papabili per il nuovo server a <strong>Gentoo</strong>, <strong>CentOS</strong> e <strong>Debian</strong>.</p>
<p><a href="http://www.gentoo.org/" target="_blank"><strong>Gentoo</strong></a> è tra le tre distribuzioni prese in esame, quella che può garantire le migliori prestazioni velocistiche per il sistema che si va a creare. Questo perché la caratteristica principale di <strong>Gentoo</strong> è che l&#8217;installazione del kernel e dei vari pacchetti software non avviene tramite binari precompilati ma direttamente dalla compilazione dei sorgenti. Questa scelta permette di trarre pieno vantaggio dalle direttive di compilazione ottimizzate per il proprio sistema.</p>
<p>Fortunatamente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Portage" target="_blank"><strong>Portage</strong></a>, il sistema di gestione dei pacchetti di <strong>Gentoo</strong>, si occuperà di risolvere tutte le dipendenze prima di procedere con la compilazione e l&#8217;installazione del software.</p>
<p>Pur avendo già avuto esperienze con <strong>Gentoo</strong> e con <strong>Core Linux</strong> (dove le dipendenze dovevo risolvermele da solo), ho deciso di rinunciare alle massime prestazioni che può garantire questo tipo di distribuzione a favore del risparmio di tempo e di una maggior velocità d&#8217;installazione del software offerto dalle distribuzioni che fanno affidamento a binari precompilati.</p>
<p><a href="http://www.centos.org/" target="_blank"><strong>CentOS</strong></a> è la versione community della distribuzione commerciale <strong>Red Hat Linux Enterprise</strong>. Compilata a partire dai sorgenti rilasciati con licenza GPL da <a href="http://www.redhat.com/" target="_blank"><strong>Red Hat</strong></a>, garantisce la stessa qualità della versione Enterprise.</p>
<p>Ho avuto già modo di utilizzarla con soddisfazione in occasione del tutorial dedicato a <strong>VMware Server</strong> che trovate qualche post più indietro. Proprio perché non più una &#8220;<em>novità</em>&#8221; ho deciso di non impiegarla per il nuovo server.</p>
<p>Come ormai sarà ben intuibile, il sistema operativo ed il software per il nuovo server verrà dalla distribuzione GNU/Linux <a href="http://www.debian.org/" target="_blank"><strong>Debian</strong></a>.</p>
<p align="center"><img id="image119" alt="Debian" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/12/debian.jpg" /></p>
<p>Questa distribuzione è molto nota ed apprezzata anche in ambito professionale, caratteristica principale è la sua stabilità dovuta ad una rigida scelta e controllo dei pacchetti che la compongono.</p>
<p>Nella versione stabile di <strong>Debian</strong> difficilmente si trovano le ultime release dei vari software, viene piuttosto privilegiato l&#8217;inserimento di versioni meno recenti che hanno già vissuto pienamente la loro fase di rodaggio e che consentono un loro inserimento immediato e stabile anche in server di produzione.</p>
<p>La versione di <strong>Debian</strong> che troverà posto nel nuovo server è la <strong>4.0r1</strong> &#8220;<strong>Etch</strong>&#8221; rilasciata il 17 agosto 2007.</p>
<p>Considerato che il nuovo server necessita fondamentalmente di una piattaforma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/LAMP_%28piattaforma%29" target="_blank"><strong>LAMP</strong></a> (<strong>L</strong><em>inux</em> + <strong>A</strong><em>pache</em> + <strong>M</strong><em>ySQL</em> + <strong>P</strong><em>HP</em>), è possibile utilizzare il CD d&#8217;installazione &#8220;<strong>netinst</strong>&#8221; (di appena 180 MByte) per ottenere un&#8217;installazione minimale di <strong>Debian</strong> e provvedere successivamente, attraverso l&#8217;ottimo gestore di pacchetti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aptitude" target="_blank"><strong>Aptitude</strong></a>, ad un&#8217;installazione selettiva dei pacchetti desiderati.</p>
<p>Pur essendo già sufficiente per la gestione di questo sito, il sistema può essere arricchito da altri &#8220;<em>demoni</em>&#8221; per fornire ulteriori servizi come posta elettronica, FTP e tutto quanto si ritiene utile allo svolgimento delle funzioni primarie del server.</p>
<p>Non è il caso di dilungarsi troppo sui singoli pacchetti installati sul server e la loro configurazione dato che si tratta di dettagli e scelte molto soggettive che variano a seconda delle esigenze individuali.</p>
<p>Fortunatamente, in caso di problemi con <strong>Debian</strong> si può contare sull&#8217;aiuto di una community molto vasta ed attiva, non mancano i punti di riferimento per trovare tutorial molto completi, anche in italiano. Ad esempio potete trovare molte risorse su <a href="http://www.debianizzati.org/" target="_blank"><strong>Debianizzati</strong></a> o <a href="http://www.debian-administration.org/" target="_blank"><strong>Debian Administration</strong></a>.</p>
<p>Nel prossimo appuntamento un&#8217;esperienza legata al kernel Linux del nuovo server e qualche saggio consiglio. <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A presto&#8230; <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Operazione Server - Hardware</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2007/12/08/operazione-server-hardware/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 18:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>Hardware</category>

		<category>La Vita</category>

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		<description><![CDATA[Premessa:
Questo è il primo di una serie di articoli dedicati al mio desiderio di sostituire il server che ospita questo blog con una soluzione di dimensioni ridotte, fanless e a basso consumo energetico.
Sento il bisogno di sottolineare che, considerata la natura del tutto amatoriale di questo sito, l&#8217;hardware impiegato per il vecchio ed il nuovo server è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Premessa</strong>:<br />
Questo è il primo di una serie di articoli dedicati al mio desiderio di sostituire il server che ospita questo blog con una soluzione di dimensioni ridotte, fanless e a basso consumo energetico.<br />
Sento il bisogno di sottolineare che, considerata la natura del tutto amatoriale di questo sito, l&#8217;hardware impiegato per il vecchio ed il nuovo server è e deve essere relativamente economico. Non sono state impiegate o prese in considerazione soluzioni hardware professionali dedicate al settore server.<br />
Perfettamente consapevole che questa mia esperienza non è replicabile in ambiti diversi da quello amatoriale, spero che i tanti entusiasti dell&#8217;informatica possano apprezzare come macchine dotate di hardware poco potente, totalmente silenziose e con un basso consumo energetico possano comunque essere impiegate anche in ambito server con risultati dignitosi.</p></blockquote>
<p>La scelta dell&#8217;hardware è stata fatta tenendo in considerazione diversi parametri. Il nuovo candidato server doveva innanzitutto essere di dimensioni ridotte, un mini-PC per intenderci. La potenza di elaborazione ed il livello di scalabilità sono stati fin dall&#8217;inizio sacrificati a vantaggio della sua silenziosità e del basso consumo energetico. A parità di fattori è stata valutata anche l&#8217;economicità delle varie soluzioni.</p>
<p>Oltre a questi parametri si è tenuto in considerazione anche il tipo di hardware del server che andava a sostituire, ovvero un vecchio <strong>Pentium II</strong> a <strong>400 MHz</strong> con <strong>256 MByte</strong> di <strong>RAM</strong> e <strong>13 GByte</strong> di <strong>Hard Disk</strong>. Non lasciatevi trarre in inganno perché, come vedremo, a livello di prestazioni oggigiorno non è del tutto impossibile peggiorare. <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Dopo una prima scrematura, i candidati a diventare la base hardware del nuovo server sono state le soluzioni di <strong>Zonbu</strong>, <strong>Linutop</strong>, <strong>decTOP</strong>, <strong>MicroClient Jr.</strong> e <strong>Lex Light</strong>.</p>
<p>Di <a href="http://www.zonbu.com/" target="_blank"><strong>Zonbu</strong></a> ho avuto modo di parlare più volte nei mesi scorsi. In breve, CPU <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/C7_Via" target="_blank"><strong>Via C7</strong></a> da <strong>1.2 GHz</strong> con <strong>512 MByte</strong> di <strong>RAM</strong> ed una <strong>Compact Flash</strong> da <strong>4 GByte</strong> per lo storage locale.</p>
<p>L&#8217;hardware di Zonbu sarebbe ottimo anche se per prima cosa bisognerebbe affiancare alla Compact Flash da 4 GByte qualcosa di più capiente, magari un disco fisso esterno USB 2.0.</p>
<p>Il vero limite che mi ha spinto a scartare la soluzione Zonbu sono state le condizioni d&#8217;acquisto che obbligano a sottoscrivere un piano pluriennale di storage remoto, del tutto inutile per le mie esigenze.</p>
<p><a href="http://www.linutop.com/" target="_blank"><strong>Linutop</strong></a> invece è un&#8217;idea tutta francese. Un mini client <strong>Linux</strong> basato su una CPU <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amd_geode#AMD_Geode" target="_blank"><strong>AMD Geode</strong></a><strong> LX700</strong> con <strong>256 MByte</strong> di <strong>RAM</strong> ma senza storage interno. Dotato di 4 porte USB 2.0, il sistema operativo deve essere avviato da un HD esterno o da una flash drive USB.</p>
<p>Soluzione molto stimolante ma sinceramente troppo scomoda per pensare di utilizzarla come server. Per non parlare del costo non certo economico di <strong>Euro 280,00 + IVA</strong>!!!</p>
<p>La soluzione <a href="http://www.dataevolution.com/dectop%20info%202.htm" target="_blank"><strong>decTop</strong></a> è piuttosto interessante nel rapporto qualità/prezzo, una CPU <strong>AMD Geode</strong>, <strong>128 MByte</strong> di <strong>RAM</strong> e <strong>10 GByte</strong> di <strong>Hard Disk</strong>.</p>
<p>Purtroppo deve essere scartata per la poca memoria RAM e per la possibilità di avere l&#8217;interfaccia di rete solo tramite modulo USB. Impensabile in ambito server.</p>
<p><a href="http://www.norhtec.com/products/mcjr/index.html" target="_blank"><strong>MicroClient Jr.</strong></a> di <strong>NorhTec</strong> è tra tutti quello con la configurazione hardware meno prestante. CPU <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Silicon_Integrated_Systems" target="_blank"><strong>SiS</strong></a><strong> 550</strong> a <strong>200 MHz</strong>, <strong>128 MByte</strong> di <strong>RAM</strong>. Senza storage incluso ma supporta un HD interno da 2.5&#8243; oppure una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/CompactFlash" target="_blank"><strong>Compact Flash</strong></a> o storage esterno USB 2.0.</p>
<p>Scartato! Avevate qualche dubbio? <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.lex.com.tw/" target="_blank"><strong>Lex System</strong></a> offre diverse soluzioni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barebone" target="_blank">barebone</a> basate su hardware <strong>VIA</strong> che necessitano solo dell&#8217;aggiunta della RAM e dello storage per funzionare.</p>
<p>Va detto che non sono proprio economiche ma si trovano con una certa facilità ed a prezzi buoni su <a href="http://www.ebay.it/" target="_blank"><strong>Ebay</strong></a>&#8230; <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il nuovo server è proprio un <strong>Lex Light</strong>. Analizziamolo nel dettaglio.</p>
<p>Il case è di dimensioni ridotte: 23,4 cm. di larghezza, 17,5 cm. di profondità e 4,85 cm. di altezza (più piccolo di un foglio A4). Per un peso complessivo di 1 Kg. scheda madre compresa.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="Lex Light - Il case" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/12/light-big.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image115" alt="Lex Light - Il case" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/12/light-big.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Sul frontale trovano spazio una presa USB, un ingresso jack 3,5 mm. per il microfono ed una uscita jack 3,5 mm. per l&#8217;audio. Sull&#8217;altro lato del frontale sono presenti 3 LED di segnalazione attività per l&#8217;alimentazione, l&#8217;HD e la scheda di rete ed il tasto d&#8217;accensione.</p>
<p>All&#8217;interno di quello che diventerà il nuovo server troviamo una scheda madre <a href="http://www.lex.com.tw:8080/product/CV860B.htm" target="_blank"><strong>Lex CV860B</strong></a>, dotata di CPU <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/VIA_C3#Samuel_2_and_Ezra_cores" target="_blank"><strong>Via Eden C3 Samuel2</strong></a> a <strong>400 MHz</strong>, chipset <strong>VIA PLE133 VT8601A</strong> e <strong>VT82C686B</strong> e scheda video <strong>Trident</strong> a <strong>8 MByte</strong> integrata. Sulla scheda madre trovano posto un connettore <strong>IDE 40</strong>, un connettore <strong>IDE 44</strong>, uno slot per <strong>Compact Flash</strong> ed un connettore per moduli <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DiskOnChip" target="_blank"><strong>DiskOnChip</strong></a>.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="Lex Light - CV860B - La scheda madre" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/12/cv860b-big.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image116" alt="Lex Light - CV860B - La scheda madre" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/12/cv860b-big.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Sul retro trovano spazio il jack per collegare l&#8217;alimentatore (esterno tipo notebook), porte <strong>PS/2</strong> per tastiera e mouse, due porte <strong>USB 1.1</strong>, uscita <strong>TV RCA</strong> e <strong>S-Video</strong>, connettore <strong>VGA</strong>, una porta parallela (<strong>LPT</strong>), una porta seriale (<strong>COM</strong>) ed una porta <strong>LAN</strong>.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="Lex Light - CV860B - I connettori sul retro" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/12/cv860b_back-big.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image117" alt="Lex Light - CV860B - I connettori sul retro" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/12/cv860b_back-big.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Nel mio caso, la configurazione hardware è completata da un modulo <strong>DIMM SDRAM PC133</strong> da <strong>512 MByte</strong> per la RAM ed un HD 2.5&#8243; <a href="http://www.hitachigst.com/hdd/travel/tr40gn.htm" target="_blank"><strong>IBM Travelstar 40GN</strong></a> da <strong>30 GByte</strong>.</p>
<p>Il raffreddamento è di tipo passivo attraverso un dissipatore di generose dimensioni posto sulla CPU. Tale dissipatore si estende lungo tutto il lato corto destro del case in modo da trasmettere il calore anche ad esso ed aumentare il potenziale di dissipazione. L&#8217;unico rumore avvertibile è quello meccanico provocato dall&#8217;attività del disco rigido.</p>
<p>I lettori più attenti storceranno il naso considerato che dopo aver scartato soluzioni più performanti e con consumi energetici ancor più bassi ho optato per l&#8217;acquisto di hardware ormai sorpassato, risalente all&#8217;anno 2001.</p>
<p>Non avete tutti i torti ma considerate anche che l&#8217;unica vera alternativa era lo <strong>Zonbu</strong> (15 Watt il suo consumo energetico) che tutto sommato ha un hardware fin troppo potente per un server amatoriale, ovviamente per chi sa come spremere potenza dal proprio computer. <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>La soluzione che ho scelto mi permette ugualmente di ridurre di un terzo il consumo energetico rispetto al mio vecchio server (che, va detto, non aveva nulla che non mi andasse bene a livello di prestazioni), questo <strong>Lex Light</strong> effettivamente consuma circa il doppio dello <strong>Zonbu</strong> ma le prestazioni eguagliano ed in qualche caso sorpassano quelle del vecchio server e tanto mi basta.</p>
<p>Nel prossimo articolo vi racconterò quale distribuzione <strong>GNU/Linux</strong> ho deciso di installare su questo server e perché ho scelto proprio quella. Come già anticipato ho ridotto le scelte possibili alle distribuzioni <strong>CentOS</strong>, <strong>Debian</strong> e <strong>Gentoo</strong>.</p>
<p>A presto&#8230; <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />
</p>
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		<title>Prossimamente&#8230;</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2007/11/19/prossimamente/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 21:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>Hardware</category>

		<category>Software</category>

		<category>Internet</category>

		<category>La Vita</category>

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		<description><![CDATA[Rieccoci di nuovo, dopo che è trascorso oltre un mese senza nemmeno un post sul blog. Una grave mancanza dovuta ad un periodo di riflessione che ha portato ad una serie di decisioni che avranno effetto nei prossimi mesi e che interesseranno l&#8217;infrastruttura del sito.
Ho deciso di trasferire ReteInformatica.Net su di un nuovo server. Di per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rieccoci di nuovo, dopo che è trascorso oltre un mese senza nemmeno un post sul blog. Una grave mancanza dovuta ad un periodo di riflessione che ha portato ad una serie di decisioni che avranno effetto nei prossimi mesi e che interesseranno l&#8217;infrastruttura del sito.</p>
<p>Ho deciso di trasferire <strong>ReteInformatica.Net</strong> su di un nuovo server. Di per sé questa notizia non meriterebbe un post tutto suo se non fosse che il sito verrà &#8220;<em>traslocato</em>&#8221; non su un nuovo server super potente ma piuttosto su di un server a basso impatto ambientale, in grado di garantire ridotti consumi energetici e una riduzione di emissioni di CO2.</p>
<p>L&#8217;adozione del nuovo server sarà seguita passo a passo da una serie di articoli che affronteranno ogni aspetto dell&#8217;operazione. Nessun dettaglio verrà trascurato, saranno analizzate la scelta dell&#8217;hardware, del software e di altre problematiche da affrontare.</p>
<p>Per il momento posso anticiparvi che per quanto riguarda l&#8217;hardware che ospiterà il nuovo server sono in ballo le soluzioni di <a href="http://www.zonbu.com/" target="_blank"><strong>Zonbu</strong></a>, <a href="http://www.linutop.com/" target="_blank"><strong>Linutop</strong></a>, <a href="http://www.lex.com.tw:8080/product/LIGHT.htm" target="_blank"><strong>Lex Light</strong></a>, <a href="http://www.norhtec.com/products/mcjr/index.html" target="_blank"><strong>MicroClient Jr.</strong></a> e <a href="http://www.dataevolution.com/dectop%20info%202.htm" target="_blank"><strong>decTOP</strong></a>.</p>
<p>Per motivi pratici, ridotti requisiti hardware ed economicità della soluzione su tutti, per ciò che concerne il sistema operativo si opterà per una distribuzione <strong>Linux</strong>; <a href="http://www.centos.org/" target="_blank"><strong>CentOS</strong></a>, <a href="http://www.debian.org/" target="_blank"><strong>Debian</strong></a> o <a href="http://www.gentoo.org/" target="_blank"><strong>Gentoo</strong></a> le più probabili.</p>
<p>Il trasferimento del server rappresenterà una sfida interessante visto che non utilizzeremo hardware prettamente <em>server oriented</em>. Ci darà anche l&#8217;occasione per affrontare temi sempre più d&#8217;attualità come l&#8217;adozione di soluzioni silenziose ed a risparmio energetico; temi che senza dubbio sono in netta contrapposizione con l&#8217;immaginario comune di immensi CED con asettiche sale server rumorose e affamate di energia elettrica.</p>
<p align="center"><a class="imagelink" title="CED - Sala server" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/11/ced-server.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image114" alt="CED - Sala server" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/11/ced-server.miniatura.jpg" /></a></p>
<p>Non mi resta che invitarvi a controllare regolarmente il blog per tenere d&#8217;occhio il nostro speciale che pubblicheremo durante i prossimi mesi.
</p>
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		<title>Orologio binario - Ancora un altro software</title>
		<link>http://www.reteinformatica.net/2007/09/16/orologio-binario-ancora-un-altro-software/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Sep 2007 22:27:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moh</dc:creator>
		
		<category>Informatica</category>

		<category>Software</category>

		<category>La Vita</category>

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		<description><![CDATA[Ecco un mio personalissimo omaggio per tutti i lettori del blog. Un nuovo software dedicato al fantastico mondo degli orologi binari.
Questo programma freeware ha lo scopo di rappresentare graficamente l&#8217;ora in formato BCD (Binary Coded Decimal), ovvero nel classico formato decimale ore, minuti e secondi ma con le cifre in valore binario.
Il programma è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un mio personalissimo omaggio per tutti i lettori del blog. Un nuovo software dedicato al fantastico mondo degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orologio_binario" target="_blank">orologi binari</a>.</p>
<p>Questo programma <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Freeware" target="_blank"><strong>freeware</strong></a> ha lo scopo di rappresentare graficamente l&#8217;ora in formato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Binary-coded_decimal" target="_blank"><strong>BCD</strong></a> (Binary Coded Decimal), ovvero nel classico formato decimale ore, minuti e secondi ma con le cifre in valore binario.</p>
<p>Il programma è di per sé molto semplice, dall&#8217;aspetto oserei dire <em>pacchiano</em>. Realizzato in stile <em>retrò</em>, ricorda molto da vicino i primissimi programmi a 32 bit per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_95" target="_blank">Windows 95</a> se non addirittura le vecchie applicazioni a 16 bit di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_3.x#Windows_for_Workgroups" target="_blank">Windows 3.11 for Workgroups</a>. Voglio sottolineare che di questo suo aspetto grossolano ne vado fiero!!! <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="center"> <a class="imagelink" title="Orologio Binario v. 1.0.0" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/10/orologiobinario-screenshot.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img id="image108" alt="Orologio Binario v. 1.0.0" src="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/10/orologiobinario-screenshot.miniatura.jpg" /></a><a class="imagelink" title="Orologio Binario v. 1.0.0" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/10/orologiobinario-screenshot.jpg"  / rel="lightbox[roadtrip]"><a class="imagelink" title="Orologio Binario v. 1.0.0" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/10/orologiobinario-screenshot.jpg"  / rel="lightbox[roadtrip]"><a title="Orologio Binario v. 1.0.0" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/09/orologiobinario-screenshot.jpg"  / rel="lightbox[roadtrip]"></p>
<p>Come potete vedere dalla schermata, l&#8217;orario è rappresentato tramite sei colonne di &#8220;<em>floppy disk</em>&#8220;. Le prime due colonne indicano le ore (decine ed unità), le due colonne centrali indicano i minuti (decine ed unità) ed infine le ultime due colonne indicano i secondi (decine ed unità). Un <strong>floppy disk colorato</strong> indica il valore binario <strong>1</strong>, un <strong>floppy disk grigio</strong> indica il valore binario <strong>0</strong>.</p>
<p>Attraverso le opzioni è possibile cambiare il colore dei &#8220;<em>floppy disk</em>&#8220;. Per chi ha difficoltà a leggere l&#8217;ora codificata in binario, facendo click sul punto interrogativo è possibile visualizzare l&#8217;ora nel formato standard.</p>
<p>L&#8217;<strong>Orologio Binario</strong> che vi offro è realizzato utilizzando il vecchio amato/odiato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Visual_Basic" target="_blank"><strong>Visual Basic 6</strong></a>. Il software è compatibile con <strong>Windows 95</strong>, <strong>98</strong>, <strong>98SE</strong>, <strong>ME</strong>, <strong>2000</strong> e <strong>XP</strong>. Molto probabilmente funziona anche con <strong>Windows Vista</strong> ma non ho avuto voglia di verificare&#8230; <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Qui di seguito trovate il link per scaricare il file compresso contenente il setup per installare il programma.</p>
<ul>
<li><a id="p103" title="Orologio Binario v. 1.0.0" href="http://www.reteinformatica.net/wp-content/uploads/2007/09/orologiobinario100.zip"><strong>Orologio Binario v. 1.0.0</strong></a> (2,34 MByte)</li>
</ul>
<p>Buon divertimento!!! <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>P.S.</strong> <em>L&#8217;icona stessa del programma descrive bene il livello qualitativo del software&#8230; <img src='http://www.reteinformatica.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </em>
</p>
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